PASSA DALLA VITA DI TUTTI I GIORNI LA STRADA PER LA SANTITA’

Nell’ultima settimana, quella immediatamente precedente la domenica delle Palme, ho avuto la possibilità di vivere degli splendidi momenti di preghiera, invitato da alcune diocesi e gruppi; in totale, penso di aver incontrato circa quattromila giovani; contemporaneamente, negli stessi giorni sono stato raggiunto da un buon numero di SMS provenienti da altrettanti confratelli sacerdoti e giovani, che mi raccontavano di aver vissuto anch’essi una splendida veglia o un incontro emozionante con il Vescovo. Fra i giovani che ho incontrato vorrei ricordarne uno, Federico (nome di fantasia); l’incontro con lui mi ha particolarmente colpito. Federico ha circa 30 anni e svolge il suo servizio in una associazione, ricoprendo un ruolo di responsabilità a livello diocesano. Con grande umiltà e semplicità, mi ha accolto e mi ha tenuto compagnia in attesa dell’incontro che avrei dovuto fare, la sera, con un folto gruppo di educatori. Concluso l’incontro, per ringraziarlo della sua cortesia, decisi di regalargli un libro per la meditazione spirituale; nel momento della consegna mi confidò che pregava tutti i giorni e che quotidianamente leggeva un commento della Parola di Dio; mi parlò sottovoce, forse per evitare che altri giovani lo sentissero. Continuando la chiacchierata scoprii che era ingegnere e che lavorava, come socio, in un importante studio di progettazione. Con semplicità mi descrisse alcuni dei progetti che stava realizzando e che aveva realizzato; si trattava di opere molto prestigiose, commesse internazionali di alta tecnologia. Pensai a lui per tutto il giorno successivo, cercando di mettere insieme il suo servizio ecclesiale, gratuito e pieno di entusiasmo, con la sua professione. Ragionando mi accorsi che troppo spesso consideravo i giovani che il Signore mi metteva vicino, semplicemente come dei miei collaboratori, generosi e disponibili nell’aiutarmi a mandare avanti le attività parrocchiali, nella catechesi o nella carità; devo ammettere che molto più raramente mi sono messo al servizio della vita ordinaria e quotidiana dei giovani, del loro essere avvocati, operai, ingegneri, studenti, panettieri, muratori, impiegati. Il servizio nella comunità cristiana ed il servizio nella società sono due strade della stessa santità. Mi è venuto in mente che durante la mia giovinezza, frequentando i gruppi giovanili, raramente, purtroppo, ci si confrontava o si parlava di ciò che accadeva a scuola o all’università, per le strade e nei pub. Sarebbe importante ascoltare i giovani, i loro racconti ed aiutarli a vivere con il Signore nella ordinarietà, nella morte e resurrezione quotidiana, e lì diventare santi. Buona Pasqua a tutti. Don Nicolò Anselmi

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