Quando ci irridevano per la castità…

Fummo una generazione irriverente, trasgressiva. Negli anni Settanta chi non
ha fatto scioperi e okkupazioni? Il “vietato vietare”, il sei politico, poi gli
spinelli, gli amorazzi usa e getta, il fanatismo ideologico, la violenza
politica, i capetti intolleranti circondati di “compagne” adoranti.

 

Una generazione obbedientissima – come la giudicò Pasolini – ai padroni del
pensiero dominante che la volevano rivoluzionaria.

 

Poi alcuni di noi hanno incontrato dei padri e hanno disobbedito ai padroni.
Abbiamo sperimentato la vera libertà. Ci siamo
avventurati in terre sconosciute, abitate da una bellezza mai immaginata,
abbiamo sperimentato l’amicizia, l’autenticità, il gusto di una vita
diversa.

 

Senza neanche metterlo a tema, seguendo il fascino di Gesù Cristo, ci siamo
trovati a vivere lo splendore della castità, fra ragazzi e ragazze, e perfino a
intuire la poesia rivoluzionaria della verginità.

 

Meravigliati da quanto era bello il volto della propria ragazza non ridotta a
preda, a oggetto su cui sfogare la propria violenta solitudine.

 

E’ la sovrana e lieta libertà dei figli di Dio per cui Francesco d’Assisi
poteva dire: “dopo Dio e il firmamento: Chiara”. E nel Testamento di Chiara si
legge: “Francesco, nostra unica consolazione e sostegno, dopo Dio”.

 

Avevamo incontrato uomini veri e per nulla al mondo volevamo perdere quella
nuova vita e quel gusto dell’esistenza.

 

Così diventammo gli “odiati ciellini”. Odiati dal branco dei
“compagni” che, al mercato libertario delle facili carni (limitrofo alla
bancarella dell’eroina), sghignazzavano sui preti e il papa e – com’era
facile per gli sciocchi – sulla castità dei ciellini
. In tanti casi dal
disprezzo si passò pure alle spranghe, ai pugni, agli insulti.

 

Eccoli là, oggi, i compagni di allora. Non hanno fatto la rivoluzione, però
molti hanno fatto carriera e soldi. E l’arroganza è spesso rimasta identica.
Sotto la canizie e la calvizie ruggisce ancora il giovanotto fanatico di
allora.

 

L’unica rivoluzione che hanno fatto – o meglio: che hanno servito – è
stata la rivoluzione sessuale. Ad uso e consumo della società dei
consumi.

 

Oggi la panza, che ballonzola dietro la loro cravatta di facoltosi
giornalisti, potenti politici, baroni universitari, ammonisce e rimprovera. E –
toh! – su cosa?

 

Contro il sesso sfrenato (ovviamente non il proprio: quello di Berlusconi).
Pontificano accigliati contro il sesso usa e getta, tessono orazioni morali
sulla dignità della donna, ci insegnano il sacro rispetto del corpo femminile,
predicano il rigore morale.

 

In certi casi dall’alto di una vita, di una generazione, che ha conosciuto –
dopo l’anarchia sessuale della giovinezza – il susseguirsi di matrimoni e
relazioni…

 

Lo spettacolo è sorprendente. Forse è perfino occasione di riflessione. Mi
sono trattenuto finora dallo scrivere sulle miserie della cronaca e ho risposto
no ad alcuni talk show politici che volevano invitarmi a “giudicare da
cattolico” le “notti di Arcore”.

 

Tuttavia da settimane vedo e sento alcuni ex rivoluzionari, con aria ispirata
e virgineo candore, alzare il loro alto grido contro chi profana con immagini
discinte “il corpo delle donne”, contro chi ha costumi sessuali sfrenati e –
incredulo – mi stropiccio gli occhi.

 

Non solo ricordando le stagioni giovanili. Mi chiedo: ma su quali giornali
hanno scritto finora? Su quali settimanali? Cos’avevano in copertina? Donne col
burka? E quali libri hanno lanciato? Quali film e quali registi hanno esaltato?
Quali costumi hanno praticato e legittimato? Quale morale hanno affermato?

 

D’improvviso sembra siano diventati tutti castigatissimi
censori
. Era inevitabile che una tale schiera di puritani si trovasse a
fianco Oscar Luigi Scalfaro essendo, lui sì, un bigotto della prima ora.
Ricordate l’episodio che lo ha reso “immortale”?

 

E’ la scenata fatta negli anni Cinquanta a una signora, casualmente
intravista al ristorante, rea di avere un vestito scollato. Alla manifestazione
“per la dignità delle donne” dunque parteciperà questo Scalfaro.

 

E leggo su Repubblica che “parteciperà anche Nichi Vendola: ‘Un’altra storia
italiana è possibile, c’è un’Italia migliore per cui le donne non sono carne da
macello, corpi da mercimonio, protagoniste solo in un establishment da escort’
”.

 

Sì, caro Nichi (nei panni del teologo morale), questa Italia esiste. Ma sei
sicuro che sia proprio quella che voi volete da decenni?

 

E’ meraviglioso lo slogan di questa sinistra: “Sono uomo e dico
basta”. Ma basta a cosa? Alla famosa “libertà sessuale”?
Allo slogan
“il corpo è mio e lo gestisco io”? A questa sessuomania di massa?

 

Parliamone. A maggio scorso partecipai a una puntata di “Annozero” su preti e
pedofilia. Fu molto interessante, ma ricordo che quando tentai di ampliare
l’orizzonte proponendo di analizzare la (spesso patologica) sessuomania di massa
che caratterizza i nostri costumi e la nostra cultura, Santoro troncò il
discorso passando ad altro. Non lo ritenne interessante. Eppure è questo il
clima irrespirabile.

 

Sono un padre, ho figlie giovani e mi fa schifo una società in cui
delle giovani donne – in qualunque ambiente ! – sono discriminate se non stanno
al gioco o non accettano certi compromessi. Mi fa schifo una società dove delle
ragazze o dei ragazzi sono marchiati come cretini se dicono di credere nella
castità o nella verginità.

 

O dove sei considerato un soggetto pericoloso se affermi che il matrimonio è
solo tra uomo e donna, se ti ostini ad affermare che il genere non è un’opinione
(che la natura – essere maschi e femmine – non è opinabile), se consideri il
divorzio un male, se condanni l’aborto, la pillola del giorno dopo e se osi
mettere in discussione il “sacro preservativo” venerato dalla cultura
dominante.

 

C’è chi cerca di strattonare i cristiani per strappare loro qualche scomunica
del peccatore Berlusconi. Gad Lerner ha amplificato la voce della suorina che ha
tuonato “Non ti è lecito!” contro il Cav come il Battista contro Erode.

 

Bene. Con quella suorina però – a proposito di Erode – tuoniamo “non
ti è lecito” pure contro una cultura dominante che a livello planetario ha
legalizzato la pratica dell’aborto arrivando in cinquant’anni a totalizzarne un
miliardo, una cultura che abbassa sempre di più il livello di difesa della vita
umana.

 

E vorrei ricordare a quella suorina che Giovanni Battista tuonava
soprattutto contro l’ipocrisia di scribi e farisei che chiamava: “Razza di
vipere!”.

 

Anche Gesù tuonerà contro di loro. Lui mostra compassione per i peccatori, i
pubblicani e le prostitute, ma non per i “sepolcri imbiancati” che puntano il
dito sul peccato altrui: “essi all’esterno sono belli a vedersi, ma
dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume”
.

 

E’ di tutti noi che parla. Perché di un gran peccatore, come Zaccheo, Gesù
può fare un santo, anche un grande santo come Paolo o Agostino. Ma di chi
presume di giudicare gli altri, dei sepolcri imbiancati? Del resto loro saranno
col dito puntato contro di Gesù fin sotto la croce.

 

Dicevamo della manifestazione per la dignità delle donne. Difenderanno anche
la dignità calpestata delle donne nel continente islamico?

 

E la dignità delle donne cristiane in Pakistan, la dignità di Asia Bibi,
giovane madre condannata a morte, tuttora detenuta e sottoposta a ogni
umiliazione, perché cristiana?

 

E’ il cristianesimo che ha imposto di riconoscere alle donne la loro
dignità.

 

Lo stesso Roberto Benigni, commentando la “preghiera alla Vergine” di Dante,
ebbe a dirlo: “è da quando Dio stesso ha chiesto a Maria il suo sì o il suo no
che le donne hanno acquisito il diritto di dire sì o no”.

 

Proprio ieri si festeggiava sant’Agata, vergine e martire. La storia di
questa giovane del III secolo ci mostra l’unica vera rivoluzione che ha ridato
dignità alle donne. Non certo la cultura di Repubblica e dell’Espresso o quella
comunista (né, ovviamente, la cultura televisiva). Ma solo Gesù Cristo.

 

 

 

Antonio Socci

 

da “Libero”, 6 febbraio 2011

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...