Elton John, “padre” in un film horror di terz’ordine

Elton John, “padre” in un film horror
di terz’ordine

di Tommaso Scandroglio
30-12-2010

Per la
seconda volta Elton John ha steccato. No, non ci riferiamo alla sua carriera di
musicista ma alla sua vita privata, che poi tanto privata non vuole essere. La
prima stecca la prese nel 2005 quando convolò a “nozze” con il regista canadese
David Furnish. Stesso municipio dove Carlo d’Inghliterra impalmò Camilla Parker
Bowles, edificio che quindi ha il primato inglese per le nozze che suscitano
giusto scandalo.

Ma ora il 63enne baronetto dall’ugola d’oro ne ha
combinata un’altra. Dato che madre natura, arcigna e perfida, non permette a due
persone dello stesso sesso di concepire un bebè, allora la pop star ha pensato
bene di aggirare l’ostacolo, sottoscrivendo un bel contratto con una donna
californiana affinchè mettesse a disposizione un ovulo e un utero. Trovata chi
faceva al caso suo di certo le avrà cantato la celebre strofa di The One: “Tu
sei tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno baby, tu sei la persona giusta”.
Per lo spermatozoo si è trovato subito un “donatore” – la parola è tra
virgolette perché c’è chi ci campa negli States con questo lavoro – che,
poverino, non saprà mai che cotanto seme ha dato i natali all’erede del
milionario Elton. Se l’avesse saputo forse avrebbe alzato la posta in quanto a
“rimborso spese”. Per completare questa favoletta terribile dobbiamo aggiungere
che il primo vagito è stato udito il 25 Dicembre scorso. E sì, proprio a Natale.
Un Natale rovesciato però.

Al bebè è stato posto, o meglio sarebbe dire
imposto, il quintuplo nome di Zachary Jackson Levon Furnish-John, forse per
ricordargli in eterno che il suo concepimento è il frutto di un faticoso lavoro
di squadra in cui sono state coinvolte ben cinque persone: i due committenti
(Elton e David), la madre che ha prestato l’utero, il “donatore” di sperma e il
tecnico di laboratorio, figura non certo marginale dato che è lui che è ha
compiuto il miracolo laico della fecondazione. Elton ha dovuto chiedere ad una
cicogna californiana di mettere assieme tutto questo papocchio alla Frankenstein
perché l’ordinamento giuridico inglese ha avuto difficoltà a digerire il
“matrimonio” omosessuale e quindi, ahilui, non si sente ancora pronto per
legittimare la cosiddetta maternità surrogata.

Il mondo omosex ovviamente
esulta, basta gettare un occhio in un sito gay qualsiasi, ma il buon senso – da
sempre etero – molto meno. In tutta questa vicenda infatti paradossalmente nulla
è gay, cioè niente è gaio.

Che c’è di bello nel sapere che un bambino
viene alla luce tramite fecondazione artificiale, la quale regala – forse – un
figlio ad una coppia a prezzo dello sterminio di 6-7-8 fratellini? Cosa c’è di
gioioso nel fatto che il piccolo Zachary non è nato grazie al caldo abbraccio
amoroso di mamma e papà, ma tramite giochi di prestigio fatti in sterili
stanzette di ospedali americani? Cosa c’è di esaltante in una donna che affitta
parte di se stessa, e non una parte qualsiasi, ma la culla di carne dove sboccia
la vita? Cosa c’è di allegro nel saper che il piccolo crescerà in un ambiente
non consono alle sue esigenze, perché privo della figura paterna e materna? E
infine cosa c’è di edificante in una storia che mette a nudo che simili
bizzarrie bio-giuridiche ormai sono diventate vere e proprie sceneggiature di
film horror di terz’ordine?

Fonte: http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-elton-john-padre-in-un-film-horror-di-terzordine-352.htm

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