C’È PAURA DEL SILENZIO, MA È UNO SPAZIO «ABITATO»

Editoriale
Nelle ultime due settimane ho avuto la gioia di partecipare a due matrimoni: un mio caro amico d’infanzia, 43 anni, ha sposato una ragazza di 40, ed un giovane collaboratore della pastorale giovanile della mia diocesi, ha spostato una ragazza, sua coetanea, di 27 anni, conosciuta grazie alla GMG di Colonia. In ambedue le situazioni ho provato una grande quantità di emozioni; i sentimenti prevalenti sono stati quelli di gioia e trepidazione perché sento che, come ogni sacramento, il matrimonio è un dono di Dio, un’occasione di santità, di gioia che passa attraverso un cammino di morte e resurrezione continua, come per ogni cristiano e per ogni uomo.

 
Molti miei amici convivono; forse né io né le coppie presenti nella comunità cristiana siamo riusciti a mostrare loro la bellezza della vita matrimoniale, la presenza dell’amore di Dio nella vita degli sposi.
Il cammino del matrimonio non è semplice; c’è bisogno di sapere e di sentire che Gesù è vicino ed ha dato la vita per noi.
Un giorno mi capitò di suggerire a due giovani sposi di recitare, tutte le sere, un Padre Nostro tenendosi per mano, prima di addormentarsi, sotto le coperte.
Un buon numero di miei amici ed amiche, di giovani conosciuti nella mia vita sacerdotale, per i motivi più vari, non si sono sposati; per alcuni questa situazione è causa di sofferenza; altri, grazie alla fede, vivono questa situazione con la serena fiducia che Dio Padre ha un progetto di gioia e di amore per tutti; la certezza dell’amore di Dio li aiuta a rimanere aperti alla vita e all’amore.
Per i giovani la questione della ricerca della propria vocazione è grande; la strada maestra per scoprire la propria chiamata è quella di ascoltare la voce di Dio, quotidianamente, nel silenzio, profondo e sincero; non è facile ascoltare, con il cuore libero e disponibile. Il silenzio è necessario per rielaborare quanto ci accade, per rileggere la presenza di Dio nella nostra vita. La vocazione è un fatto continuo, si manifesta giorno dopo giorno.
Non credo sia possibile ascoltare la voce di Dio vivendo a ritmi frenetici e assordanti.
Fare silenzio non è semplice, oggi; le occasioni sono poche; ancor più difficile è trovare maestri disponibili ad aiutare i giovani a leggere se stessi, i loro sentimenti, e le loro paure; spesso ringrazio il Signore per il dono del mio padre spirituale, così disponibile ad ascoltarmi e ad aiutarmi a fare chiarezza nel mio cuore. Molti giovani ed adolescenti trovano un grande aiuto negli psicologi.
Ci vogliono tempo e coraggio per scendere nel profondo della propria interiorità ed incontrare la voce dello Spirito Santo. Il silenzio fa paura, ai giovani ed agli adulti; l’Ipod e la televisione accesa riempiono il vuoto; è bello stare in silenzio solo sapendo che questo spazio è abitato.
 
Don Nicolò Anselmi
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