La verità sul caso di pedofilia di Milwaukee

In spirito di servizio alla Chiesa e per mettere a disposizione del lettore italiano questo importante documento, che fa giustizia delle calunnie rivolte al Santo Padre dal New York Times circa l’insabbiamento che egli avrebbe operato del caso di un prete pedofilo di Milwaukee, traduciamo e pubblichiamo questa testimonianza di prima mano apparsa su Catholic Anchor di Anchorage (Alaska), e segnalato da Father Z.

Per fornire il contesto di questo articolo, chiarisco che sono stato il vicario giudiziale per l’Arcidiocesi di Milwaukee, dal 1995 al 2003. In quegli anni, ho presieduto quattro casi criminali canonici, uno dei quali ha coinvolto padre Lawrence Murphy. Due dei quattro uomini sono morti durante il processo. Solo Dio giudicherà questi uomini.

Per inquadrare le osservazioni che seguono, preciso che sto scrivendo questo articolo con la conoscenza e il consenso esplicito dell’Arcivescovo Roger Schwietz, OMI, Arcivescovo di Anchorage, dove attualmente servo. L’Arcivescovo Schwietz è anche l’editore del giornale Catholic Anchor.

Limiterò le mie osservazioni, a causa dei giuramenti giudiziari che ho preso come avvocato canonico e come giudice ecclesiastico. Tuttavia, dal momento che il mio nome e commenti sul caso di padre Murphy sono stati liberamente e spesso erroneamente citati nel New York Times e in più di 100 altri giornali e periodici on-line, mi sento libero di raccontare la storia del processo di padre Murphy partendo da zero.

Dato che le notizie su questo problema sono state imprecise e inaccurate nella ricostruzione dei fatti, sto scrivendo anche mosso da un senso del dovere, in nome della verità.

Il fatto che abbia presieduto quel processo e mai una volta sia stato contattato da qualsiasi fonte di notizie per un commento, parla da sé.

Il mio intento nei paragrafi seguenti è il seguente:

– Raccontare la storia dietro le quinte di ciò che realmente è accaduto nel caso di padre Murphy a livello locale;

– Delineare la sciatto e impreciso resoconto sul caso padre Murphy da parte del New York Times e di altri mezzi di comunicazione;

– Affermare che il Santo Padre ha fatto più di qualsiasi altro Papa o vescovo nella storia per liberare la Chiesa Cattolica del flagello di abusi sessuali su minori e provvedere a coloro che sono stati danneggiati;

– Fare il punto direttamente in merito agli sforzi compiuti dalla Chiesa per guarire le ferite causate da cattiva condotta sessuale di membri del clero. La Chiesa Cattolica è probabilmente il posto più sicuro per i bambini in questo momento della storia.

Prima di procedere, è importante sottolineare che flagello sono stati gli abusi sessuali su minori — non solo per la Chiesa, ma anche per la società. Poche azioni possono falsare la vita di un bambino più di un abuso sessuale. È una forma di omicidio emotivo e spirituale e comincia una traiettoria verso un senso distorto della sessualità. Se commessi da una persona autorevole, creano una diffidenza verso quasi chiunque, dovunque.

Come cappellano volontario di prigione in Alaska, ho trovato una connessione tra coloro che sono stati incarcerati per abusi sessuali su minori e i sacerdoti che hanno commesso tali azioni dolorose. Essi tendono ad essere molto intelligenti e manipolatori. Essi tendono ad essere benvoluti e affascinanti. Essi tendono ad avere uno scopo nella vita — soddisfare la loro brama. La maggior parte sono altamente narcisistici e non vedono che hanno causato danno. Vedono i bambini di cui hanno abusato non come persone ma come oggetti. Essi mostrano raramente rimorso e, inoltre, a volte ritraggono se stessi come vittime. Essi sono, in breve, persone pericolose e non si dovrebbe mai dare loro fiducia una seconda volta. La maggior parte commetterà nuovamente il suo crimine se ne ha una possibilità.

Circa i numerosi articoli sul caso di padre Murphy, la vera storia non è stata ancora raccontata.

Nel 1996, ho avuto conoscenza della storia di padre Murphy, ex direttore della scuola S. Giovanni per sordi in Milwaukee. Era fatto notorio da decadi che durante il mandato di padre Murphy alla scuola (1950-1974) c’era stato uno scandalo a s. Giovanni che coinvolgeva lui e alcuni bambini sordi. I dettagli, tuttavia, erano abbozzati nel migliore dei casi.

Una coraggiosa difesa delle vittime (e spesso le loro mogli), ha portato l’Arcidiocesi di Milwaukee, a rivedere la questione nel 1996. Nelle discussioni interne della curia dell’Arcidiocesi di Milwaukee, divenne evidente che avevamo bisogno di intraprendere un’azione forte e rapida per i torti di alcuni decenni fa. Con il consenso dell’Arcivescovo di allora di Milwaukee Rembert Weakland, abbiamo iniziato un’inchiesta sulle accuse di abuso sessuale infantile, come pure sulla violazione del reato di sollecitazione entro il confessionale da parte di padre Murphy.

Abbiamo proceduto ad avviare un processo contro Padre Murphy. Sono stato il presidente del collegio giudicante in questa materia e ho informato il padre Murphy che accuse penali stavano per essere promosse contro di lui in materia di abusi sessuali su minori e sollecitazione nel confessionale.

Nelle mie interazioni con padre Murphy, ho avuto l’impressione che mi stavo occupando di un uomo che semplicemente non capiva. Egli era difensivo e minaccioso.

Tra il 1996 e il 1998, agosto, ho intervistato, con l’aiuto di un interprete qualificato, circa una dozzina di vittime del padre Murphy. Questi sono stati interrogatori rivoltanti. In un caso la vittima era diventato un perpetratore egli stesso e era stato in prigione per i suoi crimini. Mi sono reso conto che questa malattia è virulenta e facilmente è trasmessa agli altri. Ho sentito storie di vita distorta, sessualità diminuita o rimossa. Questi sono stati i giorni più bui del mio sacerdozio, ed ero stato ordinato meno di dieci anni prima. Una direzione spirituale ispirata dalla grazia è stata un aiuto di Dio.

Ho incontrato anche una rappresentanza di sordi cattolici. Hanno insistito che Padre Murphy fosse rimosso dal sacerdozio; la richiesta che fosse sepolto non come un sacerdote, ma come un laico, è stata molto importante per loro. Ho indicato che come giudice, non potevo garantire la prima richiesta e avrei potuto fare solo una raccomandazione sulla seconda.

Nell’estate del 1998, ho ordinato al padre Murphy di essere presente alla deposizione presso la cancelleria di Milwaukee. Poco dopo, ho ricevuto una lettera dal suo medico che egli era in stato precario di salute e poteva viaggiare non più di 20 miglia (da Boulder Junction a Milwaukee sarebbero state circa 276 miglia). Una settimana più tardi, padre Murphy morì di cause naturali in un luogo a circa 100 miglia da casa sua.

Per quanto riguarda il rapporto poco accurato del New York Times, l’Associated Press e di quelli che hanno utilizzato queste fonti, prima di tutto ribadisco che mai sono stato contattato da una di queste agenzie di notizie, benché si siano sentiti liberi di citarmi. Sono quasi tutte delle mie citazioni da un documento che può essere trovato online con la corrispondenza tra la Santa Sede e l’Arcidiocesi di Milwaukee. In un documento scritto a mano, 31 ottobre 1997, io sono citato con le parole "è probabile che questa situazione sia delle più orrende, sia per il numero, e soprattutto perché si tratta di persone disabili, vulnerabili". Inoltre è citata la seguente:"I bambini sono stati contattati entro il confessionale, dove la questione della circoncisione cominciò la sollecitazione".

Il problema con queste affermazioni attribuite a me è che esse sono state scritte a mano. I documenti non sono stati scritti da me e non assomigliano alla mia scrittura. La sintassi è simile a quello che io potrei aver detto, ma non ho idea di chi ha scritto queste dichiarazioni, eppure io sono accreditato come se l’avessi detto. Quand’ero matricola presso la Marquette University School of Journalism, ci è stato detto di controllare, ricontrollare e poi controllare ancora le nostre citazioni se necessario. Eppure mai sono stato contattato da alcuno su questo documento, scritto da una fonte sconosciuta a me. Discernere la verità richiede tempo ed è evidente che il New York Times, l’Associated Press e altri non hanno preso il tempo per ottenere i fatti corretti.

Inoltre, nella documentazione in una lettera dall’Arcivescovo Weakland all’allora Segretario della Congregazione per la dottrina della fede Arcivescovo Tarcisio Bertone il 19 agosto 1998, l’Arcivescovo Weakland ha dichiarato che egli mi aveva incaricato di sospendere il procedimento contro Padre Murphy. Padre Murphy, tuttavia, morì dopo due giorni e il fatto è che il giorno che Padre Murphy è morto, era ancora il convenuto in un processo penale ecclesiastico. Nessuno sembra essere consapevole di questo. Se mi fosse stato chiesto di sospendere la procedura, certamente avrei insistito che si facesse appello alla Corte suprema della Chiesa, o a Giovanni Paolo II se necessario. Mesi, se non più, avrebbe preso quel processo.

In secondo luogo, con riguardo al ruolo dell’allora Cardinale Joseph Ratzinger (ora Papa Benedetto XVI), in questa materia, non ho motivo di credere che sia stato coinvolto in un qualsiasi modo. Mettere la cosa a suo carico è un enorme ignoranza di logica e di informazioni.

In terzo luogo, la competenza per ascoltare i casi di abuso sessuale dei minori è passata dalla Rota romana alla Congregazione per la dottrina della fede guidata dal Cardinale Ratzinger nel 2001. Fino a quel momento, la maggior parte dei casi di appello andava alla Rota e era nostra esperienza che i casi potessero languire per anni in quella Corte. Quando la competenza è stata modificata in favore della Congregazione per la Dottrina della Fede, la mia constatazione, così come di molti dei miei colleghi canonisti, è che i casi di abuso sessuale sono stati gestiti rapidamente, correttamente e con il dovuto riguardo ai diritti di tutte le parti coinvolte. Non ho alcun dubbio che questo fu l’opera dell’allora Cardinale Ratzinger.

In quarto luogo, Papa Benedetto XVI ha chiesto scusa più volte per la vergogna dell’abuso sessuale dei bambini in diverse sedi e in pubblico in tutto il mondo. Questo non era mai accaduto prima. Egli ha incontrato le vittime. E’ intervenuto su intere conferenze episcopali su questa materia, da ultimo quella dell’Irlanda. Egli è stato il più attivo e reattivo di qualsiasi funzionario della Chiesa internazionale nella storia per la piaga del l’abuso sessuale del clero sui minori. Invece di incolpare lui per l’inazione su questi temi, è stato veramente un leader forte ed efficace sulla questione.

Infine, nel corso degli ultimi 25 anni, una vigorosa azione ha avuto luogo all’interno della Chiesa per evitare danni ai bambini. Potenziali seminaristi ricevono ampia valutazione psicologica-sessuale prima dell’ammissione. Praticamente tutti i seminari concentrano i propri sforzi su un ambiente sicuro per i bambini. Ci sono stati pochissimi casi di recente di abuso sessuale dei bambini da parte del clero nel corso degli ultimi dieci anni o più.

Le diocesi cattoliche in tutto il paese hanno preso provvedimenti straordinari per garantire la sicurezza dei bambini e degli adulti vulnerabili. Un esempio, che non è assolutamente unico, è l’Arcidiocesi di Anchorage, dove attualmente lavoro. Qui, praticamente ogni bagno pubblico nelle parrocchie ha un pannello che chiede se una persona è stata abusata da parte di chiunque nella Chiesa. Viene assegnato un numero di telefono per segnalare l’abuso, e quasi tutti i dipendenti dell’Arcidiocesi sono tenuti a prendere sessioni di formazione annuale in classi di ambiente sicuro. Non so che cosa possa fare di più la Chiesa.

Per concludere, gli eventi durante degli anni sessanta e settanta dell’abuso sessuale dei minori e di sollecitazione nel confessionale da parte del padre Lawrence Murphy, sono crimini atroci e senza attenuanti. A nome della Chiesa, sono profondamente dispiaciuto e ho vergogna per i torti che sono stati fatti dai miei fratelli sacerdoti, ma capisco che il mio dolore è probabilmente di poca importanza 40 anni dopo il fatto. L’unica cosa che possiamo fare in questo momento è quello di apprendere la verità, implorare perdono e fare tutto ciò che è umanamente possibile per sanare le ferite. Il resto, e ne sono grato, è nelle mani di Dio.

Padre Thomas T. Brundage, JCL

Nota del redattore: padre Brundage può essere contattato al brundaget@archmil.org o per telefono al (907) 745-3229 X 11.

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