PREGHIERA IN RIPARAZIONE DELLE BESTEMMIE

Maria, Madre di Gesù e Madre mia, difendimi dalle insidie del Maligno in vita e particolarmente nell’ora della morte, per il potere che ti ha concesso l’Eterno Padre.

Ave Maria…..

Per la Sapienza che ti ha concesso il Divin Figlio.

Ave Maria….

Per l’Amore che ti ha concesso lo Spirito Santo.

Ave Maria….

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invocazioni in riparazione alle bestemmie

Dio sia benedetto:

Benedetto il suo santo Nome;

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo;

Benedetto il Nome di Gesù;

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore;

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue;

Benedetto Gesù nel SS. Sacramento dell’Altare;

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito;

Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima;

Benedetta la sua santa ed immacolata Concezione;

Benedetta la sua gloriosa Assunzione;

Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre;

Benedetto S. Giuseppe, suo castissimo Sposo;

Benedetto Dio nei suoi Angeli e nei suoi Santi.

Alcuni uomini e padri della Chiesa, autorevoli per la santità della vita nonché per l’alto insegnamento lasciato in eredità alla Chiesa come sant’Agostino di Ippona, san Girolamo, san Tommaso d’Aquino, san Bernardo da Chiaravalle, san Bernardino da Siena fin dall’antichità hanno ritenuto la bestemmia come il peccato più grave tra tutti i peccati mortali.

Padre Pio ha scritto nell’Epistolario: «La bestemmia attira la maledizione di Dio sulla tua casa ed è la via più sicura per andare all’inferno».

San Giovanni Crisostomo ha scritto negli Annali: «Per la bestemmia vengono sulla Terra le guerre, le carestie, i terremoti, le pestilenze. Il bestemmiatore attira il castigo di Dio su se stesso, sulla sua famiglia e sulla società: Dio, per la bestemmia, spesso punisce gli uomini in generale, ma a volte punisce anche il singolo in particolare. Pur se nel corso della vita ci sono dei bestemmiatori che non vengono puniti dalla giustizia di Dio, alla fine della vita nessuno sfuggirà alla sua sentenza».

Papa Giovanni Paolo II, parlando del disprezzo rivolto contro il "nome di Dio", elenca (21 marzo 1993), oltre la bestemmia, gli "spettacoli dissacranti" e le "pubblicazioni altamente offensive del sentimento religioso".

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