L’ESTATE DEL TEMPO RITROVATO ALL’INSEGNA DELLA CALMA

Nelle settimane appena passate il Signore mi ha donato la possibilità di trascorrere alcune giornate in montagna e di poter fare due piacevolissime gite a piedi in ambienti fantastici. Con alcuni fratelli sacerdoti siamo stati ospitati in Val Rendena, presso la parrocchia di un membro del gruppo; lì abbiamo percorso un sentiero attrezzato, una via ferrata nello stupendo scenario delle Dolomiti del Brenta, recentemente dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La settimana precedente, con un gruppetto di sei giovani ventenni e un prete mio caro amico abbiamo percorso un lungo tratto del sentiero Gta, la «Grande traversata delle Alpi» nella zona del Monviso; la neve, ancora molto abbondante, ci ha permesso di incontrare alcuni branchi di stambecchi obbligati ad abbassarsi di quota alla ricerca dell’erba. La calma del cammino, la condivisione dell’acqua e del cibo, la preghiera comune, il silenzio della sera, il piacere del riposo, l’allegria del risveglio in rifugio, lo stupore per un panorama particolarmente bello o per un fiore, creano sempre un clima speciale. Con i sei ragazzi, alcuni miei ex alunni, avevo già vissuto altri momenti significativi: una settimana a Lourdes, un viaggio in Africa, un campo mobile in bicicletta lungo il Danubio; insieme avevamo allestito una squadra di calcio «a 11» e partecipato a un torneo fra parrocchie. Erano molti mesi che non trascorrevamo un po’ di tempo insieme, tuttavia la fiamma della confidenza e della fiducia non si era spenta. Durante i due giorni, con alcuni di loro abbiamo discusso anche di argomenti delicati, che vengono affrontati raramente; con lo zaino in spalla abbiamo parlato di sessualità, di castità, accennando anche alle esperienze e alle difficoltà; si è parlato di libertà e di schiavitù legate a questi discorsi; uno di loro non è credente, ma era contento di non essersi sentito emarginato.

Un giovane mi ha confidato del cammino psicologico che sta facendo, della scoperta di sé, delle proprie dinamiche interiori; mi ha raccontato dei suoi sensi di colpa, di inferiorità, di dipendenze affettive, di paure, di come le vicende familiari hanno inciso sulla sua vita e di come stesse ‘guarendo’ da molte situazioni. La disponibilità dei ragazzi a raccontarsi così in profondità mi ha stupito; forse è stata semplicemente una questione di tempo trascorso insieme e di disponibilità all’ascolto; probabilmente è bastato ‘esserci’, in passato e ora, senza stress, senza correre.
La fretta uccide ogni rapporto, è una nemica silenziosa ma velenosa dell’amicizia e dell’amore. La calma delle vacanze, tempo per la preghiera e la lettura, le feste della Madonna ci possono aiutare ad andare in profondità, a riscoprire o ad avviare qualche nuova amicizia. Buona santa estate a tutti!
 
Don Nicolò Anselmi
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