nota informativa “due minuti per la vita”

 

I giovani dell’Associazione Due minuti per la vita manifestano la propria ferma contrarietà alla recente massiva campagna pro-contraccezione lanciata dalla Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (Sigo) – con il patrocinio del Coni e del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni – che ha l’intento di offrire ai giovani italiani gli strumenti per stare “al sicuro da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili”, secondo la presentazione di Giorgio Vittori, Presidente della Sigo, che apre l’opuscolo Traverlsex. La guida per viaggiare sicuri, disponibile sul sito della Società. La contrarietà e l’opposizione a tale iniziativa – realizzata con opuscoli, libri, siti web e giochi online – è dettata da un duplice ordine di motivi.
Innanzitutto perché il mito che la diffusione della contraccezione porti ad una diminuzione del numero degli aborti è ormai crollato da tempo. Ne è esempio lampante quello della Francia, paese in cui gli aborti non accennano a diminuire nonostante leducazione sessuale sempre più precoce, nonostante un accesso alla contraccezione che più facile non si può, compresa la variante “d’emergenza” – la pillola del giorno dopo è fornita alle ragazzine gratis e senza ricetta nelle farmacie e da poco si è aggiunta quella dei “cinque giorni dopo” – nonostante uno dei tassi di diffusione della contraccezione medica più alti del mondo, nonostante le martellanti campagne sul sesso sicuro. I dati fallimento sono stati anche confermati dall’Inspection générale des affaires sociales (Igas) nel suo rapporto nazionale, reso pubblico il 2 febbraio scorso, sulla "Valutazione delle politiche di prevenzione delle gravidanze non desiderate e di presa in carico delle interruzioni volontarie di gravidanza dopo la legge del 4 luglio 2001".
Ed è logico e coerente che sia così perché se si fa di tutto per evitare il concepimento di un nuovo essere umano, se proprio quel figlio non è voluto né accettato prima, allora è naturale che dopo, una volta che è venuto in esistenza, si sarà molto più propensi nel ricorrere all’aborto per rimediare all’inefficacia dei metodi contraccettivi. Come insegnava Giovanni Paolo II con lucidità e schiettezza: “i disvalori insiti nella «mentalità contraccettiva» — ben diversa dall’esercizio responsabile della paternità e maternità, attuato nel rispetto della piena verità dell’atto coniugale — sono tali da rendere più forte proprio questa tentazione [di abortire], di fronte all’eventuale concepimento di una vita non desiderata” (Evangelium vitae, n. 13). La verità è che: “in moltissimi casi tali pratiche [contraccettive] affondano le radici in una mentalità edonistica e deresponsabilizzante nei confronti della sessualità e suppongono un concetto egoistico di libertà che vede nella procreazione un ostacolo al dispiegarsi della propria personalità. La vita che potrebbe scaturire dall’incontro sessuale diventa così il nemico da evitare assolutamente e l’aborto l’unica possibile risposta risolutiva di fronte ad una contraccezione fallita.” (ibidem).
Il secondo, ma non secondario, aspetto dell’opposizione alla campagna lanciata dalla Sigo si fonda su istanze pedagogiche: come giovani ci sentiamo umiliati di vederci oggetto di una campagna mediatica completamente “sessocentrica”.  Se è vero, come afferma ancora Giorgio Vittori, che “educazione sessuale significa rispetto del proprio corpo, di sé e degli altri, è altrettanto vero che l’impostazione materialistica, quasi meccanicistica, che caratterizza la campagna “informativa”, non è rispettosa della vera natura della persona umana e può sfociare facilmente in una visione edonistica e deresponsabilizzante priva di valori veri, una visione che considera l’altra persona come strumento di piacere e di divertimento e nulla più. Non per niente è proprio il divertimento, nell’incipit del fascicoletto informativo, ad essere individuato come il primo obiettivo delle vacanze estive.
I giovani hanno il diritto ad essere educati all’affettività, all’amore ed alla sessualità nel vero e profondo rispetto della dimensione integrale della persone umana e non a vedersi propinare un manualetto di istruzioni su come praticare l’amore libero da qualsiasi tipo di vincoli senza “spiacevoli conseguenze”. Solo quando verranno proposti una visione ed un approccio alla sessualità che siano rispettosi della verità sulla persona, solo quando si  ricorderà l’inscindibilità tra il valore procreativo ed unitivo della sessualità, solo allora si sarà offerto ai giovani un bene, educandoli a crescere nella responsabilità e nell’esercizio maturo della propria libertà, che mai può essere scissa dalla verità.
I giovani dell’Associazione Due minuti per la vita chiedono quindi ai propri coetanei di scrivere ai membri del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia – utilizzando il modulo pre-compilato presente sul sito www.dueminutiperlavita.info – per invitarli a ritirare quanto prima questa umiliante e degradante campagna.
Associazione Due minuti per la vita
Casella postale 299 – 10121 Torino

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