ABBIAMO MAI PROVATO A «DISTURBARE» IL SIGNORE?

Ho avuto il dono di poter partecipare alle giornate conclusive dell’anno sacerdotale indetto in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars; la Veglia di preghiera di giovedì sera e la Concelebrazione eucaristica di venerdì 11 sono stati due momenti indimenticabili. Durante la veglia, in particolare, ho sentito in modo quasi palpabile la presenza di Dio.

Il Papa si è rivolto alle migliaia di sacerdoti presenti con una grande carica di affetto e di paternità; mi sono sentito consolato ed amato; molti sacerdoti erano giovani.
Il Santo Padre ha parlato con il cuore; in mano teneva un plico di fogli scritti ma non li ha mai consultati.
Penso che ogni prete presente abbia ricevuto, dalle parole del Papa, una piccola luce sul proprio ministero; per quanto mi riguarda so, dalla mia esperienza e dall’esperienza di tanti confratelli, che la pastorale giovanile richiede tempo; spesso i preti giovani hanno molti incarichi, sono stanchi e stressati . Il Papa ha ricordato che ai preti non è chiesto di fare tutto, è chiesto di seguire il Signore, di vivere con Fede, colmi di gioia, di essere capaci di parlare di Gesù e con Gesù.
Il Santo Padre ci ha detto che per conoscere Gesù è necessario pregare, dedicare tempo ed energia allo “stare con il Signore”, ad ascoltare la sua voce ed a “disturbarlo” con le nostre preghiere. Il Papa, come al solito, è stato straordinariamente profondo e semplice. Ha parlato di comunità cristiane, di parrocchie come di veri luoghi di fede, dove si respira il Vangelo e l’amore, dove i giovani possono crescere, ascoltare la voce di Gesù e scoprire la propria vocazione.
Ad un certo punto Benedetto XVI, rivolgendosi ai 15.000 preti presenti e citando San Carlo Borromeo, ha parlato della necessità di riposare, di prendersi cura, prima di tutto, della propria anima; a queste parole è esploso un applauso. In piazza San Pietro, giovedì sera si respirava l’amore di Dio; ad un certo punto l’amore si è reso presente perché abbiamo vissuto un momento di Adorazione Eucaristica. Ho sfruttato l’occasione per pregare per don Mimmo, il sacerdote con cui collaboro, che era in Terra Santa con un bel gruppo di giovani, per i miei compagni di seminario, per la mia famiglia, le persone a me care e per il mondo intero.
I canti e le preghiere hanno fatto da cornice ad un silenzio profondissimo. Gli occhi ed il cuore delle 20.000 persone presenti nella piazza sembravano essere completamente rivolti verso Gesù; dal cielo blu, trafitto dalle luci artificiali si udiva solo il gracchiare di un gabbiamo che volteggiava, portato dal vento: mi è sembrata per un attimo la colomba dello Spirito Santo che compiaciuto guardava dall’alto la sua Chiesa: preti, vescovi, laici, uomini e donne, bambini, ragazzi, giovani e adulti, suore e consacrati; una famiglia la cui vita è attraversata da gioie e da sofferenze ma che è sempre bella, adorante e stretta intorno al suo Signore.
I due incontri con il Papa e con tanti confratelli mi hanno rigenerato.
 
Don Nicolò Anselmi
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