i buoni esempi trascinano

Le festività natalizie hanno, più di altre, una caratteristica familiare. Durante le vacanze ho visto molti ragazzi e adolescenti partecipare alle varie celebrazioni liturgiche insieme ai loro genitori. Il buon esempio di papà e mamma è, a mio parere, ancora oggi il miglior strumento educativo, sia per quanto riguarda i valori umani che per quelli religiosi; l’esempio è uno strumento accessibile a tutti, anche a chi non ha studiato pedagogia, da chi vive nella foresta a chi abita nei grattacieli delle metropoli.
Quando insegnavo religione ricordo che, durante l’orario di ricevimento parenti, alcune mamme venivano a parlare, preoccupate dal fatto che la propria figlia o il proprio figlio non “voleva più andare a Messa” la domenica; durante il discorso chiedevo se loro per primi andavano a Messa…E’ molto difficile che un figlio apprezzi delle realtà a cui i propri genitori danno poco valore.
Fra i ricordi religiosi più cari di mio papà, ora già in Paradiso, c’è quello in cui, ogni mattina, prima di accompagnare me a scuola e mia sorella all’asilo, passavamo insieme dalla chiesa parrocchiale ed accendevamo una candela al “Sacro Cuore”. La mia devozione per il cuore di Gesù, che perdona e ama sempre, è nata certamente dal modo commosso, dagli occhi umidi con cui mio padre guardava quello strano dipinto del Signore con il cuore “sopra i vestiti,” in primo piano.
Fra i buoni esempi religiosi che più mi hanno colpito c’è quello che mi ha donato un mio capo scout; ero caposquadriglia, cioè avevo circa 14-15 anni; un giorno arrivai in sede con largo anticipo rispetto all’orario previsto per la riunione; entrai in chiesa e vidi nelle prime panche, inginocchiato di fronte al tabernacolo, un mio capo scout, studente universitario; incuriosito mi sedetti silenziosamente in fondo alla chiesa e vidi che rimase in quella posizione per molto tempo; pensai che aveva qualche grande preoccupazione; il capo uscì poi dalla porta laterale senza vedermi.
Una delle immagini sacerdotali più significative che porto dentro di me e che ancora oggi mi stimola ad essere autentico, specialmente quando celebro la S.Messa, c’è quella di un prete, mio superiore in Seminario; ricordo che in mattinata aveva avuto una durissima discussione con un seminarista; il ragazzo aveva tenuto un comportamento molto irritante ed il superiore aveva reagito in modo severo, forse esagerato; la sera, durante la celebrazione dell’Eucarestia, tutta la comunità rimase stupita quando, al momento dell’Offertorio, il sacerdote si staccò dall’altare per andare ad abbracciare il giovane-
Un antico proverbio recita “verba volant, exempla trahunt”, le parole volano, gli esempi trascinano; Gesù parlava e agiva di conseguenza, pagando di persona.
L’educazione delle giovani generazioni passa anche attraverso il buon esempio di noi adulti e dei giovani verso i loro coetanei: nessuno si senta escluso da questo compito!  

don Nicolò Anselmi

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