Quei regali inattesi di chi sa “vedere” gli altri.

Anche quest’anno Emanuele mi ha colto di sorpresa giocando di anticipo: ho ricevuto da lui qualche giorno fa un graditissimo biglietto di auguri natalizi indirizzato a me e alla mia famiglia. Ho conosciuto Emanuele 6 anni fa durante un pellegrinaggio a Lourdes; ha, credo, più o meno 25 anni, viene da Alessandria e tifa Juve. Ogni anno mi scrive, a Natale, a Pasqua e il giorno mio compleanno; mi manda un biglietto a cui in genere rispondo con una telefonata. Confesso che è sempre lui a muoversi per primo. E’ bellissimo sperimentare che qualcuno si ricorda di noi; sono splendidi i regali inaspettati. soprattutto quelli in cui ti accorgi che sono stati pensati proprio per noi, che nascono dall’osservazione e dall’ascolto, dall’amicizia, dal volersi bene, dall’amore; non importa quanto siano costosi; importa che siano pensati e voluti. Sono commoventi le lettere scritte a mano, che vanno al di là delle frasi di circostanza, uguali per tutti.
Quest’anno mi è venuta l’idea di fare anch’io qualche regalo inaspettato, di far giungere qualche biglietto d’auguri a chi non se lo aspetta. “Se amate solo quelli che vi amano che merito avete”; sto pensando ad un giovane barista che non sorride mai, all’extracomunitario che vende fazzoletti di carta al semaforo, alla giornalaia con la quale è difficile scambiare anche solo due parole.
In questo anno sacerdotale porterà un piccolo regalo anche a un confratello prete che non vedo da tanto tempo e, mi sembra, sia un po’ in difficoltà.
L’amore di Gesù è un dono personale, inaspettato, supera ogni nostra aspettativa
Sarebbe bello che questi semplici gesti affettuosi, così normali nel tempo di Natale, diventassero una prassi normale e coinvolgessero l’intera società.
Sarebbe bello che un gruppo di studenti scrivesse ai propri insegnanti od ai propri docenti universitari per ringraziarli, incoraggiarli, assicurando loro il ricordo nella preghiera; sarebbe bello che la stessa cosa i giovani lo facessero verso il proprio sindaco, il proprio assessore, il dirigente di un’impresa, verso un magistrato con compiti delicati; sono certo che anche ogni vescovo gradirebbe ricevere una lettera affettuosa da un gruppo di giovani; allo stesso modo penso che anche il farmacista, il primario ospedaliero, il vigile del quartiere, il bottegaio gradirebbero una lettera indirizzata loro da un gruppo di ragazzi; tutti sarebbero felici di sapere che qualcuno si accorge del loro servizio e prega per loro.
Nel prossimo decennio, a partire dal 2010, le chiese italiane si impegneranno sul tema dell’educazione, per il bene delle nuove generazioni; tutti, giovani e adulti, siamo invitati a fare la nostra piccola parte; quest’invito a operare insieme per una civiltà dell’amore potrebbe essere uno degli argomenti di queste lettere; anche Gesù bambino le firmerebbe volentieri. Santo Natale a tutti.

don Nicolò Anselmi

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