Lavoro e Natura

Alcune settimane fa, uscendo da una chiesa, dopo un incontro di preghiera, ho visto una ragazza seduta su uno dei due scalini che distinguevano il livello del piazzale da quello del sagrato; era seduta con la schiena rivolta verso la facciata della chiesa da cui ero appena uscito. Decisi di fermarmi e di sedermi vicino a lei. Mi presentai e le chiesi come si chiamava; mi rispose, sorridendo. Aveva 22 anni; le chiesi cosa stesse facendo nella vita; questa domanda, rivolta ad un giovane, oggi, risulta essere quasi imbarazzante; ho imparato a rivolgermi ai giovani chiedendo: studi, lavori o… cerchi lavoro? Di colpo la ragazza divenne triste e mi raccontò che non trovava lavoro e che faceva la baby sitter. La carenza di lavoro è un fatto pesante per i giovani; il Signore chiama tutti alla santità e la santità si può realizzare anche nel lavoro.
Lavorare dona dignità; è triste per un giovane pensare che la società, magari dopo averlo fatto studiare tanto tempo, non abbia bisogno di lui; donare lavoro è un gesto di carità ancora più grande che donare un vestito o un piatto di minestra!
Dopo aver salutato la giovane sono salito in macchina per ritornare a Roma. Ho attraversato campagne coltivate, prati incolti, colline boschive e costeggiato il mare. La natura, piante e animali – dice la Bibbia – fu creata da Dio e donata all’uomo perché la usasse, la lavorasse. Gli animali, le galline, i conigli, i pesci, crescono tutto sommato, con poco intervento da parte dell’uomo; così pure gli alberi da frutto, i cereali, le verdure maturano con relativa facilità. Talvolta mi sembra che la natura sia come un regalo che abbiamo ricevuto e che non utilizziamo; un dono abbandonato in un angolo. Sono convinto che in un futuro non molto lontano, ci riavvicineremo tutti alla terra ed all’acqua, ai fiumi, ai laghi, al mare. Continuare a trascurare la natura mi sembra un errore teologico, una sorta di rifiuto dell’amore di Dio. Ho letto in uno studio di settore che sono molti i giovani che si stanno riavvicinando all’allevamento ed all’agricoltura, riscoprendo la dignità del lavoro agricolo, in una dimensione quasi religiosa. Molti riscoprono la bellezza di avere un piccolo orto, insalata, pomodori…un piccolo pollaio. Fra pochi giorni, l’8 novembre sarà la Giornata del Ringraziamento; si tratta della celebrazione della gratitudine a Dio per i doni ricevuti dalla terra. Ho sentito più volte la testimonianza di alcuni giovani che raccontavano che il vescovo aveva loro affidato alcuni terreni di proprietà di enti diocesani e poco curati; in molti casi sono stati recuperati ettari di uliveto. Dicono gli Atti degli Apostoli al capitolo 4 che “nessuno (!!!!!!niente poveri!!!!!) tra loro era bisognoso” perché mettevano in comune i loro beni. Donaci Signore il coraggio di offrire ai giovani la possibilità di lavorare, di utilizzare i beni e le risorse naturali che tu ci hai donato e che talvolta trascuriamo.

don Nicolò Anselmi

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