Cattolici e PD? Seri problemi

Cattolici e PD? Seri problemi

21-10-2009 – Domenica si eleggerà il nuovo segretario del Partito Democratico. Non è nostro compito entrare nel merito di una vicenda politica, ma ci interessa molto conoscere che cosa pensano i tre candidati alla segreteria dei valori difesi dalla Chiesa. La risposta è allarmante. Il “caso Binetti”.

Un gesto coraggioso che ha spinto diversi esponenti del Partito democratico, cui appartiene, a chiederne l’espulsione. Il deputato teodem del Pd Paola Binetti è sotto accusa perché non ha voluto votare insieme con i suoi colleghi la proposta di legge dell’onorevole Concia sull’omofobia come aggravante in certi reati. La Binetti difende il proprio voto in nome del diritto di dissenso, afferma che «le maggioranze bulgare non sono democratiche» e che la sua posizione va equiparata a quella della Concia. Poi annuncia un’altra «grande battaglia», quella sul testamento biologico, per «difendere la diversità di orientamenti in seno al gruppo parlamentare». Ma è abbastanza facile pronosticare che per lei, e per la sparuta pattuglia di «cattolici» intransigenti presenti tra i democratici, la vita sarà sempre più dura. Peraltro, nessuno dei tre candidati alla segreteria sembra offrire garanzie di apertura alle loro istanze. Che, in realtà, rappresentano la posizione della Chiesa.

Per il segretario uscente Franceschini, «c’è un problema Binetti» e non sono tollerabili «questioni di coscienza sui valori fondativi». Anzi, «la libertà di coscienza non c’entra nulla, quando sono in gioco le fondamenta del Pd come progetto politico», e tra queste fondamenta c’è «la lotta contro le discriminazioni». Poco importa se, privilegiando gli omosessuali, si creano altre discriminazioni, magari verso i cattolici che non potrebbero più esprimere il proprio punto di vista. Franceschini non ha perso occasione per ribadire di essere «favorevole alle unioni civili», mentre sul caso Englaro ritiene si debba «rispettare l’autonomia e la laicità». Ovvero, «quando si decide di lasciarsi morire, in quel momento la scelta va affidata alla singola persona, rispettando la sua volontà e a chi le ha voluto bene».

Bersani è ironico: «Non lo ordina il dottore di fare il parlamentare. Se sei lì non puoi ragionare solo per la tua coscienza, devi accettare una disciplina. Vale il vincolo di maggioranza, salvo deroghe che vanno stabilite da un organo statutario. Non puoi invocare casi di coscienza su tutto. Ma è anche vero che questa struttura non ce l’abbiamo ancora ed è ora di darsela rapidamente». Esempi? Per Bersani «uno Stato che non regola le unioni civili viene meno a un suo compito». E poi: «Come muoio io non può deciderlo né Quagliariello né Gasparri [due esponenti della maggioranza di centro-destra, ndr]. Non è possibile che metà degli italiani o del Parlamento decida come deve morire l’altra metà. Ci vuole un punto di convergenza: la volontà espressa del protagonista, il medico, i mondi vitali a cominciare dalla famiglia…». E ancora: «Da quando c’è la legge sull’aborto la pratica dell’aborto è diminuita. Se adesso arrivano tecniche meno invasive non si può sperare che il dolore impedisca di usarle. La Binetti è un tema vecchio, credo a delle regole e chi sgarra va fuori».

Infine Marino. Per lui, «chi non si sente laico dentro il cuore», va «lasciato a casa». E spiega: «ci vogliono posizioni chiare e nette. Sul testamento biologico ho una posizione chiara. Ognuno di noi deve poter indicare quali terapie vuole seguire e quali no». E «siamo in ritardo rispetto all’Europa nel riconoscimento dei diritti civili: le unioni civili vanno regolamentate». Di più: Marino si dice «favorevole all’adozione per i single, se ci sono regole che tengono conto dell’interesse del bambino adottato». Ed è anche «aperto a ridiscutere la questione delle droghe e a depenalizzare le droghe leggere». Pensa che la sintesi nel Pd «si crea sulla laicità, non affermando che i temi non sono negoziabili». Evidente il riferimento ai cattolici del partito.

Ma il caso Binetti non resta confinato nei corridoi e nelle sale della politica. Straripa, arriva sul web. Su PdNetwork, il forum ufficiale del Partito democratico, i post contro la deputata sotto accusa sono molti. E significativi. «Se la Binetti va bene nel Pd, per definizione il Pd non è un partito laico. Quindi non è il mio partito». E gli epiteti su di lei si sprecano: «costante forma d’imbarazzo», «inqualificabile presenza», «corpo estraneo». E guai a un’alleanza futura con l’Udc. «Ci sarebbe un caso Binetti ogni giorno». Viva Stalin. E viva Pannella.

Fonte: http://www.iltimone.org/index.php/home/1-ultime/2838-cattolici-e-pd-seri-problemi?format=pdf
(Liberamente riadattato.)

Discussione sul gruppo: http://www.facebook.com/topic.php?topic=11998&uid=2397004314

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