fame di Gesù

Come la stragrande maggioranza dei preti ho trascorso buona parte dei mesi estivi fra campi scuola, incontri, convegni, pellegrinaggi, missioni, ritiri, gite, feste di santi patroni, campi di lavoro; ho avuto anche la fortuna di poter stare qualche giorno con le persone della mia famiglia verso le quali, anche noi sacerdoti, abbiamo dei doveri di amore e di gratitudine.
Fra i doni ricevuti da Dio in questo tempo estivo vorrei ricordarne uno in particolare, in modo volutamente breve; si tratta di un dono grande, grandissimo, coinvolgente, indimanticabile ed inaspettato: ho avuto la grazia di accompagnare spiritualmente Pietro, un mio ex alunno, negli ultimi giorni della sua vita terrena.
Pietro è nato nel 1989; il Signore lo ha preso con sé la notte fra il 30 e il 31 agosto, consumato da un melanoma.
Pietro, la sua cara mamma Milli, i parenti, i compagni, il suo parroco don Giuseppe, i medici mi hanno offerto emozioni indescrivibili; gli amici di Pietro hanno dato una testimonianza che ha fatto onore a tutti i giovani del mondo, spesso scandalosamente giudicati superficiali e vuoti
Domenica 23, dopo aver fatto la Comunione eucaristica, ha sollevato con fatica con fatica il busto vesro di me e, abbracciandomi, con le braccia larghe come il Crocifisso e imbrigliate dai tubi delle flebo, mi ha detto “Grazie…”; nell’emozione di quel contatto, non riesco a ricordare con chiarezza, mi è sembarto di sentire, “lo aspettavo, lo desideravo con tutto me stesso…”.
La domenica successiva, il 30 agosto, Pietro, con la poca voce che gli rimaneva, si è confessato, ha chiesto perdono a Dio per i suoi peccati; molti forse pensavano che dovesse essere Dio a dover chiedere perdono a Pietro; dopo aver fatto la Comunione ha perso conoscenza…la morfina ha atteso che ricevesse ancora una volta Gesù.
Pietro ha ricevuto il Battesimo e la Cresima da grande, nel 2007; ha cercato Dio per tutto il periodo del liceo, durante l’adolescenza, l’età in cui tanti ragazzi, ingannati o delusi, si allontanano dalla Chiesa e quindi da Gesù; a 18 anni lo ha incontrato “sacramentalmente”, ora lo vede di persona.
Grazie Pietro! Ancora una volta mi ha confermato che i giovani, anche se talvolta lo nascondono, hanno fame di Gesù. Aiutaci a non dimenticare mai questa verità; chiedi alla Santa Vergine umiltà e coraggio per tutti i cristiani ed in particolare, in quest’anno giubilare, per noi sacerdoti.  

don Nicolò Anselmi

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