cattolici e morale

I cattolici e la morale
Cosa insegna questo caso

Lucio Brunelli

La penosa vicenda degli attacchi de il Giornale al direttore di Avvenire induce numerose riflessioni, ad intra e ad extra della Chiesa. Tralasciamo quelli più generali, pur gravi ma già evidenti a tutti: l’imbarbarimento della informazione e della lotta politica nel nostro Paese. Proviamo a capire, invece, cosa abbia da dire, ed eventualmente da insegnare, agli stessi cattolici, quanto è avvenuto e sta ancora avvenendo.
Pochissimi, nei sacri palazzi, credono che Berlusconi fosse completamente all’oscuro dell’iniziativa di Feltri. E comunque è stato il premier a volerlo, pochi giorni fa, alla direzione del quotidiano. Al di là dei singoli e parzialissimi dettagli le «rivelazioni» del Giornale assomigliano molto ad un avvertimento. Un atto di intimidazione. Non diretto alla persona di Boffo ma alla Chiesa, o a quegli ambienti di Chiesa che si sono permessi di muovere critiche ai comportamenti del premier e ad alcune scelte del governo, ad esempio sull’immigrazione.
È come se si fosse svelato all’improvviso l’altro volto del berlusconismo: accanto a quello bonario, simpatico e ammiccante, anche quello aspro e vendicativo.
È vero, Berlusconi si è «dissociato» e qualcuno lo dipinge irritatissimo con il Giornale. Ma il sospetto rimane, anche perché Feltri è ancora lì, pimpante, che annuncia nuove puntate. Ora, la Chiesa non ha come vocazione di fare la guerra al potere ma di salvare anime. Il Vangelo insegna a dare a Cesare quello che è di Cesare, san Paolo ricorda ai cristiani che si deve rispettare l’autorità costituita. Nessuna crociata è indetta contro l’inquilino di Palazzo Chigi. Ci sono cose più urgenti e serie da fare.
Ma almeno i cattolici hanno imparato un maggior realismo. Contare più sul Padre Nostro che sta nei cieli, che sui favori degli uomini che sembrano contare quaggiù.
I cristiani non hanno patria. Vivono questa condizione con umiltà e letizia. Non si sentono più forti di quelli che sono.
L’istinto della fede gli fa cogliere, giorno per giorno, situazione per situazione, dove passa il confine tra un compromesso realistico e la svendita della propria dignità. Soprattutto non sentono il bisogno di idealizzare o, peggio, sacralizzare il potere.
I primi cristiani furono messi a morte solo per questo. Non avevano come obiettivo il crollo dell’impero romano, erano sudditi leali, ma incensare il dio-imperatore no, proprio non era possibile. Si poteva e forse si può ancora scegliere di votare Berlusconi. Ma farne una questione di fede e di principi morali no, non è più possibile. Con tutto il rispetto…
C’è un altro possibile insegnamento che viene da questa vicenda. E riguarda la dimensione più profonda e intima della fede. Quella che Benedetto XVI prova a insegnarci ogni settimana con le sue pazienti catechesi del mercoledì.
Il cristianesimo non è innanzitutto una morale. Ma l’essere attratti da un incontro, da una Persona. Il sentimento più forte vissuto, a livello umano, da tutti i grandi santi è la coscienza della propria fragilità e incoerenza. Tanto più grande è il dono della santità tanto più è acuminato il sentimento di essere peccatori.
Nel romanzo L’Eredità di Tamara lo scrittore Alver Metalli scrive: «Dove l’irreprensibilità morale è il solo ideale là prospera il ricatto». È proprio così. Chi sa di essere peccatore e affida tutta la sua speranza di giustizia alla Misericordia di un Altro teme di meno le accuse e i ricatti del mondo. L’attrattiva della grazia libera, fa sentire in pace con se stessi, apre al rapporto con gli altri.
Il moralismo lascia sempre insoddisfatti, lancia i suoi lacci, porta a rinchiudersi in un fortino. La grazia rende possibile cambiamento. Il moralismo soffoca la speranza, produce i farisei, campioni della doppia identità.
Sembrano cose astratte, dette così. Ma sono le uniche concrete. Quelle che fanno della Chiesa una realtà sui generis, differente da ogni altra agenzia etica o politica. Benedetto l’affaire «Feltrusconi» se aiutasse noi cristiani a riscoprirle e viverle nel quotidiano.

© Copyright Eco di Bergamo, 30 agosto 2009
Fonte: http://paparatzinger2-blograffaella.blogspot.com/2009/08/lucio-brunelli-i-cattolici-e-la-morale.html

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Mi permetto di segnalare qualche articolo sulla vicenda Boffo che, a mio avviso, è interessante:

Oscar Giannino:
http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=44737&idSezione=2
http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=44742&idSezione=2

Renato Farina:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=378405&PRINT=S

Non vi segnalo gli articoli dei "principali protagonisti" della vicena. Se volete potete facilmente trovarli in rete.

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