ELUANA E NAPOLITANO

La scelta di don Aldo Trento (Cfr.
http://www.totustuus.net/modules.php?
name=News&file=article&sid=2588&mode=&order=0&thold=0) è
effettivamente molto significativa perché rispecchia la frattura che
questa tragica vicenda ha determinato tra il sentire diffuso, che
appartiene a noi come alla maggior parte della popolazione, e le
istituzioni.

Ricordiamo che l’uccisione di Eluana Englaro è stata sancita dal
decreto di volontaria giurisdizione (non da sentenza) di una Corte di
Appello, sulla base di un pronunciamento creativo della Cassazione
che, per l’occasione, ha cambiato radicalmente i propri precedenti
orientamenti sul tema.

In base a queste decisioni ci si è visti d’un tratto "autorizzati" a
togliere la vita a una disabile, seguendo un protocollo clinico
anch’esso inventato di sana pianta dai giudici, fattisi così medici
oltre che legislatori: una morte somministrata meticolosamente come
cura (che follia!), entro una concezione quasi zoologica delle
potestà pubbliche verso la vita e la salute dei cittadini. Tutta una
costruzione totalmente estranea, anzi apertamente in contrasto con
l’ordinamento vigente e coi canoni di civiltà.

Non è senza significato, infatti, che dall’autorevole e laico
comitato Verità e Vita muova ora la denuncia per omicidio volontario
http://www.comitatoveritaevita.it/repository/CS_N.70_10-02-2009.pdf,
che a me parrebbe fondata stante che nessuna disposizione penale
prevede una scriminante in qualche modo riconducibile alle suddette
invenzioni dei giudici civili.
http://www.comitatoveritaevita.it/repository/Diffida_alle_case_di_cura
_03-02-2009.pdf

A fronte di ciò, il decreto legge apprestato dal Governo unanime,
espressione di larghissima maggioranza parlamentare, e nell’esercizio
del potere legislativo che ad esso compete nei casi di urgenza, ha
trovato ostacolo insormontabile nel "gran rifiuto", tassativo e non
ritrattabile, alla emanazione da parte del Presidente della
Repubblica: altra scelta senza precedenti, sia nella forma che nella
sostanza, anche per la labilità delle motivazioni addotte, come
spiega il costituzionalista prof. Olivetti, in sintonia, tra i tanti,
con presidenti emeriti della Consulta quali Baldassarre e Mirabelli.

E’ palese quindi che – al di là della "controversia" giuridica (che a
questo punto passa in secondo piano) – la scelta del Presidente
Giorgio Napolitano, se pur diversamente ispirata nella sua intenzione
dichiarata e certamente sincera, nel reprimere il potere legislativo
del Governo ha mostrato una eminente connotazione politica-
ideologica, lacerante e divisiva. Egli è apparso partigiano delle
soluzioni e delle forzature dettate dal decreto
giudiziario "rivoluzionario" delle Corti per il caso singolo a
preferenza (!) dello svolgersi lineare del potere legislativo,
infliggendo così una profonda frattura nel quadro istituzionale e,
ancor più, tra la popolazione; in una prospettiva, peraltro,
oggettivamente di scontro verso i cattolici e la Chiesa che tanta
parte hanno nella società.

Ora l’art. 87 della nostra – e sottolineo nostra – Costituzione dice
che il Presidente della Repubblica "rappresenta l’unità della
nazione" e in ciò sta il valore più alto ed essenziale
dell’istituzione. Per questo, ricevuta la carica, il Presidente non
appartiene più a nessun partito, a nessuno schieramento, ma è
chiamato piuttosto a garantire il corretto e libero esercizio della
sovranità popolare, attraverso i suoi organi costituzionali. Questa
immagine sembra ora perduta e molto difficilmente recuperabile.

A mio sommesso parere il guaio è fatto e non c’è rimedio. L’ipotesi
di dimissioni andrebbe seriamente presa in considerazione dal Colle,
vista la enorme gravità del caso che mette in gioco gli stessi
principi fondativi della convivenza civile (il diritto indisponibile
alla vita di ogni ammalato e sofferente!), allo scopo di restituire
al paese una rappresentanza apicale che possa tornare a unire, e
nella quale tutti possano serenamente riconoscersi come cittadini
della Repubblica.

In questa direzione possono muoversi, insieme all’opinione pubblica,
anche tutti i parlamentari che lo hanno eletto, sia quanti hanno già,
durante il drammatico svolgersi degli eventi, apertamente deplorato
la sua condotta, sia quanti, pur non avendolo fatto, hanno a cuore
l’unità della nazione e la vita sana (non comatosa né vegetativa)
delle istituzioni democratiche.

justum
dei forum di http://www.totustuus.biz/

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2 commenti

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2 risposte a “ELUANA E NAPOLITANO

  1. Kris

    Hanno fatto bene a smettere di curarla….

  2. Kris

    Hanno fatto bene a smettere di curarla….

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