testimonianza

FRANCESCO
Alcuni giorni fa è venuto a trovarmi Francesco, figlio di una mia cara amica d’infanzia, studente del terzo anno di lettere classiche.
Abbiamo parlato di molte cose; mi ha raccontato delle discussioni che quotidianamente ha con un suo carissimo amico, compagno di liceo, ora studente di biologia, circa la religione, la fede, la chiesa, il papa e dintorni.
Era preoccupato dell’impossibilità di dialogare su certi temi con una persona che si definiva non credente e lo accusava di avere una “etica cattolica” integralista e di voler imporre a tutti il proprio punto di vista.
Parlando mi sono accorto che Francesco, lui per primo, non riusciva a capire che l’etica non ha nulla a che vedere con la Fede; non è necessario essere cattolici per essere a favore della vita, sempre, contro l’eutanasia, la manipolazione degli embrioni, la pena di morte, la guerra, la discriminazione degli stranieri; conosco non credenti, ebrei, anche un simpatizzante buddista, assolutamente contrari alla fecondazione assistita eterologa, all’aborto, alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e a tante altre cose; in certi discorsi la Fede non c’entra nulla; è sufficiente esercitare la ragione. Su alcuni temi etici dividere continuamente fra cattolici e laici è quasi un’operazione diabolica (diavolo = colui che divide)
Lo stesso giorno, la sera, un’altra mia cara amica mi ha chiesto come parlare di Dio ad una sua collega, non credente, anch’essa arrabbiata con la Chiesa, il Papa ed il Vaticano; la domanda è radicale e stimolante.
Per me è sempre interessante ricordare la storicità dell’esistenza di Gesù, la sua vita e soprattutto la sua Resurrezione, fondamento di tutta la nostra Fede. E’ importante scoprire le domande che la scienza lascia comunque irrisolte, circa l’origine dell’universo, la natura spirituale dell’uomo, del pensiero, dei sentimenti, l’ordine e la perfezione del mondo che ovviamente non può essere frutto del caso. Personalmente mi affascina molto pensare che alcune decine di miliardi di uomini, da Abramo in poi, passando per gli Apostoli, Maometto e i loro seguaci, innumerevoli schiere di artisti, professionisti, scienziati, premi Nobel, scrittori, uomini politici e semplici uomini e donne hanno creduto e credono in Dio.
Lo strumento più potente per parlare dell’esistenza di Dio è la nostra vita; raccontare la presenza del Signore nella mia esistenza. Potrei raccontare di come Dio mi ha salvato da situazioni psicologicamente e fisicamente pericolose in cui ero finito; potrei dire di come Dio ha guarito una mia grande sofferenza; mi piacerebbe narrare di come il Signore mi ha riempito attraverso l’amore di tante persone, di come mi ha guidato nelle scelte, di come è intervenuto nella vita di persone a me care. Potrei ancora raccontare il modo con cui ha sostituito la mancanza di mio papà quando è morto ed avevo 17 anni. Potrei dire di quanto si è fidato di me, di quante volte e di quante cose mi ha perdonato, le mille occasioni in cui mi ha chiamato e ho sentito pronunciare con amore il mio nome.
Nessuno potrà mai dirmi che tutto ciò non è vero; io l’ho sentito e l’ho provato; con una chiarezza così forte che ho cambiato qualcosa della mia vita, il ritmo delle mie giornate, le cose che faccio, le opere che compio.
Raccontare…Raccontare la presenza di Dio nella nostra vita non è un esercizio facile: devo allenarmi e farlo ogni giorno; è faticoso ma forse può far bene a me ed agli altri. 

don Nicolò Anselmi

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