angeli

Alberto studia economia; è stato un mio alunno al liceo; insegnare religione è stata una delle più belle esperienze della mia vita anche per le belle persone che ho incontrato.
Con lui ed altri giovani siamo stati nell’estate 2007 a Bukavu, nel Sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo, ai confini con il Rwanda ed il Burundi.
Ci ha ospitato una comunità di suore che non dimenticheremo mai e che presto vorremmo tornare a trovare. Alberto mi ha raccontato che quest’anno ha rinunciato a ricevere regali ed ha deciso di inviare la somma corrispondente in Africa; così ha fatto.
Scolastica, una delle indimenticabili suore congolesi, gli ha comunicato nei giorni natalizi che ha usato i soldi per “difendere” 20 giovani che ingiustamente erano stati incarcerati; Alberto me lo ha detto con un SMS traboccante di felicità.
Nelle carceri di Bukavu non viene dato nulla da mangiare; sono le famiglie e le parrocchie che devono provvedere ai prigionieri. Nella nostra visita del 2007 il direttore del carcere ci ha permesso di entrare in una cella dove circa 70 persone vivevano in una stanza di 10 metri per 10 metri, al buio.
Quando siamo entrati, avendo capito che eravamo stranieri ed io un prete, i detenuti hanno intonato un “Alleluia” in nostro onore. C’è una parte del mondo che vive in condizioni spaventose di fronte alle quali ci sentiamo capricciosi e impotenti.
Le suore, i missionari sono angeli, messaggeri di amore attraverso i quali possiamo raggiungere i nostri fratelli e le nostre sorelle più poveri. Molti di loro fanno la spola fra l’Italia e i paese del terzo mondo, con la Somalia, il Darfur, Gaza, il Chiapas. A questi angeli possiamo affidare una piccola somma di denaro o un bel paio di scarpe da ginnastica, una borsa, una collana, un pallone di cuoio per far giocare i bambini. In camera mia, sulla libreria ho un pallone da calcio africano fatto di sacchetti di plastica e foglie di banana, tenuto insieme da una corda di nylon.
Il direttore nel carcere di Bukavu ci ha chiesto due mute di magliette per giocare a pallone; attraverso le solite suore abbiamo provveduto, con un pizzico di nazionalismo, a far loro giungere due completi da calcio “a 11” di cui uno “azzurro Italia”.
Un gruppo di detenuti sono minorenni; uno di loro, vedendo il papà che abusava delle sue sorelline, lo ha ammazzato; rimarrà in carcere per tutta la vita, a meno che qualcuno, fra qualche decennio, non paghi una cauzione.
Questi angeli missionari, postini d’amore e di solidarietà, abitano anche nelle nostre città; se affidiamo loro anche solo cinque pani e due pesci, il Signore certamente li moltiplicherà; e sarà una gioia immensa, per loro e per noi, come quella che ha provato Alberto.  

don Nicolò Anselmi

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...