amore di Dio

La settimana scorsa ho avuto la fortuna di fare gli “Esercizi Spirituali”, un ritiro prolungato di preghiera di alcuni giorni.
Per una settimana non ho incontrato nessuno se non i miei tre compagni di avventura e il sacerdote che ci guidava; confesso però che dopo pranzo rispondevo a qualche SMS, in particolare a quelli sofferenti di una giovane di 19 anni: ha qualche problemino fisico e dei grossi problemi familiari; vive sola con la mamma che, lei pure sofferente, con alti e bassi, si è data al “bere”. Parlando del Natale la giovane mi chiede con insistenza dove stia nascendo Gesù oggi, perché proprio non riesce a vederlo, non riesce a capire se autodefinirsi credente o meno.
Mi ripete con insistenza che si sente confusa, soprattutto sola; giorni fa ho letto una riflessione del Papa che diceva che l’origine di ogni sofferenza è la solitudine; e’ una situazione di tutti, giovani e adulti.
La domanda dove sia Gesù, analoga a quella della folla del Vangelo “vogliamo vedere Gesù”, è certamente graffiante.
La mia esperienza mi suggerisce immediatamente alcune risposte.
Gesù è vivo nella Chiesa, nella comunità cristiana, nei Sacramenti, in modo speciale nell’Eucarestia; Gesù è nella Parola di Dio e nel prossimo.
Mentre scrivo queste cose sulla tastiera del telefonino, capisco che devo continuare l’elenco.
Osservando la mia vita con uno sguardo semplice, mi viene da dire che, in realtà, sono riuscito a trovare Gesù Risorto ovunque.
Sono certo che l’amore di Dio ci raggiunge continuamente, in ogni istante, non solo quando prego al mattino, la sera o quando faccio la S. Comunione.
Talvolta ho sentito l’amore di Dio attraverso l’acqua con cui mi lavo al mattino, nella presenza di un fratello sconosciuto nello scompartimento del treno seduto di fronte a me, nel cappuccino imbevibile con cui facevo colazione in una casa in cui sono stato per molto tempo: anche quella bevanda, in alcuni momenti, mi ha mostrato il sorriso di Dio che mi invitava a riflettere sull’essenzialità e il dono.
Sento l’amore di Dio nella voce triste di mia sorella che ha bisogno di essere consolata e nell’inchiostro della penna che mi sta dando la possibilità di scrivere.
Mi sono sentito amato quando ho visto uno scoiattolo ed una cornacchia saltellare tra il fango e la neve. Quando ci penso mi viene da ridere, ma una volta che mi ero perso, anche un cartello stradale mi è sembrato un segno dell’amore di Dio.
Non sempre mi capita di sentire il caldo abbraccio di Dio in ogni cosa; forse perché in questi giorni ho pregato un po’ di più.
In qualche campo estivo mi è stato insegnato, al termine della giornata, a ringraziare per tre cose belle che mi erano successe durante il giorno; quando ero più giovane lo facevo; ora, da prete, mi sforzo di chiedere perdono per i miei peccati; anche in essi è possibile vedere l’amore di Dio; sono stato scortese con mia madre: grazie Signore perché me l’hai donata.
Padre buono, il Bambino di Nazareth e una mamma alcolizzata sono segni del tuo amore che ci spinge ad amare sempre di più…   

don Nicolò Anselmi

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