interessante riflessione

SALUTARSI
Ogni giorno feriale, alle 7, compreso il sabato, insieme ad un gruppo di confratelli e ad un vescovo, celebriamo la S.Messa nella cappella annessa alla casa in cui viviamo; in genere partecipano la comunità delle suore che gestiscono la casa, un gruppo di laici del vicinato, una parte del personale che lavora nella casa ed una folta comunità di suore, nostre vicine; spesso con loro sono presenti alcuni giovani che si preparano a vivere esperienze missionarie in comunità dell’istituto.
In questi ultimi mesi erano presenti 5 giovani, 2 ragazzi e 3 ragazze; si capiva che alcuni di loro non erano italiani perchè seguivano le parole della celebrazione leggendo da un libro.
Un giorno, dopo alcune settimane che li vedevo, ho deciso di conoscerli personalmente. Dopo essermi tolto in fretta i paramenti in sacrestia, ho raggiunto Brand, mi sono presentato ed anche lui ha fatto lo stesso; ho scoperto che era americano, sposato da pochi mesi con Rachel e che insieme si stavano preparando per andare a Timor est, in una scuola. Dopo alcune battute mi ha chiesto di confessarsi, in inglese. Siamo diventati amici; il giorno dopo mi ha presentato sua moglie e gli altri tre ragazzi, una coppia di sposini polacchi anche’essi in partenza per Timor, e una giovane italiana che era in attesa dei documenti per il Brasile. Pochi giorni fa ho celebrato per loro una S.Messa, il giorno prima della partenza dei primi quattro; in quell’occasione ho avuto anche la possibilità di conoscere le suore, simpatiche, gentili. In molti mesi me ne ero fatto un’idea diversa. E’ bastato un saluto, due parole scambiate con Brand, per iniziare un cammino.
Alcune settimane fa è stato organizzato a Roma un laboratorio di studio su “I Giovani e l’ Eucarestia domenicale”. Con mio grande stupore, durante la tre giorni a cui hanno partecipato, giovani, sacerdoti, religiosi e religiose, adulti, liturgisti ed un vescovo, l’idea prevalente emersa è stata quella di rendere le nostre assemblee domenicali più accoglienti e meno impersonali: molti ammettevano che, anche fra giovani, a messa, spesso non ci si saluta, non si sorride, talvolta si va alla ricerca dei posti vuoti e lontani da altri, non ci si guarda negli occhi; pochi sono coloro che si trattengono dopo la S.Messa sul sagrato, a parlare; molti arrivano in ritardo e scappano all’inizio del canto finale. Dov’è la famiglia parrocchiale, la comunità che scoppia di gioia per la presenza del Signore risorto? Questa osservazione, nella sua semplicità mi ha veramente colpito.
Capisco che non è facile salutare tutti, sorridere sempre, ma tra sorelle e fratelli cristiani dovrebbe essere possibile; abbiamo così tante cose in comune: la Fede, la Parola di Dio, la legge dell’Amore….
Sull’autobus, sull’ascensore, in coda alla posta non è facile…cominciamo a farlo a Messa! “Ciao, che bello vederti qui; come stai? Ti chiedo una preghiera per una situazione che mi sta molto a cuore…”; anche poche parole talvolta fanno piacere.
Recentemente mi è capitato di leggere nella preghiera il testo degli Atti degli Apostoli in cui Barnaba andò a cercare Paolo, che si era isolato, per coinvolgerlo nell’attività missionaria. Forse Paolo non aspettava altro che essere accolto, ricordato, pescato e coinvolto.
La Messa natalizia di mezzanotte può essere un’occasione da non perdere per fare qualcosa di bello e accogliente per persone che ordinariamente frequentano poco la chiesa, nel nome di Gesù che tutti vuole incontrare.  

don Nicolò Anselmi

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