notizie dall’agorà

GIOVANI E ADULTI
Sono appena ritornato a casa da un corso di formazione di 4 giorni; gli allievi erano circa 120 giovani che svolgono un servizio all’interno del “Progetto Policoro”, un’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana per la promozione della cultura del lavoro nelle diocesi del Sud d’Italia.
Questi “stage” nazionali si svolgono due volte l’anno per tre anni e, con alcuni di questi giovani ormai ci conosciamo abbastanza bene : abbiamo giocato, pregato, discusso, pranzato insieme; alcuni di loro si sono confidati, molti si sono confessati; il Sacramento del Perdono dà gioia ai giovani e dà gioia a noi sacerdoti: ci sentiamo utili.
I giovani che ho incontrato sono in gamba, con grandi risorse umane, culturali e spirituali, selezionati all’interno delle loro diocesi e scelti dai Vescovi; sono giovani desiderosi di futuro per se stessi e per tanti loro amici; giovani entusiasti che sognano un posto di lavoro; molti sperano di aprire una cooperativa; alcuni non vedono l’ora di sposarsi e di avere un figlio.
Conosco tanti altri ragazzi che guardano al loro futuro con gioia e speranza; vorrei dire che tutti i giovani sono così: tutti desiderano essere felici.
Mi è capitato di sentito anche parole di sconforto: “Non ci riuscirò mai! Dovrò andare al Nord, oppure lavorare in nero per 300 euro al mese!”.
Ogni giorno che passa mi convinco che, spesso, dietro a molti problemi dei giovani sono gli adulti; ho la sensazione che gran parte della fatica delle giovani generazioni derivi dall’ingordigia degli adulti, dal desiderio di comandare, dall’incapacità di fare un passo indietro.
Nella politica, come nella società civile, troppi adulti, talvolta addirittura anziani, occupano per lungo tempo posti che potrebbero essere affidati a giovani.
Mi sembra impossibile che un adulto non capisca che c’è più gioia nel dare che nel ricevere, non veda la bellezza di un giovane che si apre alla vita.
Quale emozione più bella si prova nel trasmettere la propria esperienza a chi ha voglia continua di imparare? Affidare ad un giovane un progetto affiancandolo, sostenendolo e vedere nel suo sguardo la gioia del “risultato” non può che essere il giusto epilogo di una carriera lavorativa ben riuscita.
Conosco celebri studi di avvocati che hanno centinaia di clienti; perché non lasciare qualche pratica ad un giovane?
Brillanti studi di architettura monopolizzano appalti e progetti; perché non lasciare spazio a qualche giovane laureato?
Amo giocare a pallone. Quando ero piccolo mi piaceva segnare; a tutti i costi volevo giocare punta, centravanti o ala sinistra visto che sono mancino.
Oggi mi diverto di più a veder “segnare” gli altri, mi piace fare loro un assist intelligente e vederli esultare.
Cari adulti, specialmente voi che contate nella società, ho un’idea natalizia: regalate ai giovani un po’ di spazio, fateli venire avanti! Non temete, Gesù Bambino vi riempirà di gioia; anche la sua famiglia ha sperimentato certe difficoltà: “Mi dispiace, non c’è spazio per voi nell’albergo”.
Quel bambino, qualche anno dopo ha detto che “chi cerca la propria vita, il proprio prestigio, la perde; chi invece dona la propria vita, la trova”.
Buon Natale a tutti…

don Nicolò Anselmi

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