la prima nomina di Obama

Scritto da Carlo Panella   

Friday 07 November 2008

Image

Obama e Rahm Emanuel

La prima nomina di Barack Obama ha smentito con secca nettezza tutti i provincialotti alla Veltroni – convinti di avere vinto le elezioni negli Usa – e tutti i commentatori faciloni che hanno ingannato mezzo mondo costruendo l’immagine di un Obama che – per il solo colore della sua pelle e il suo amore per il politically correct – risolleverà il prestigio degli Usa nel mondo, distrutto da Bush.

Obama ha infatti nominato a capo del suo staff, quindi suo braccio destro, quindi padrone della Casa Bianca, Rahm Emanuel ed è una nomina che farà girare – e molto – le scatole in tutto il mondo arabo. Già dopo il suo discorso alla Lobby ebraica di New York in cui si disse a favore di una Gerusalemme ”capitale indivisa di israele” (mai nessun presidente o candidato americano osò tanto), l’indignazione nel mondo arabo fu imponente. Ora, la conferma di una opzione molto più marcata e personale filoisraeliana. Rahm, infatti non è filo israeliano, è israeliano. Di più, la tradizione della sua famiglia, la sua educazione è tutta interna all’estremismo nazionalista ebraico: suo padre è stato un seguace di Jabotinsky e ha militato nell’Irgun di Begin, lui ha fatto il servizio civile da volontario in Israele durante la guerra del ’90. Una sintonia politica allarmante – per i paesi arabi – con quella destra di Benyamin Nethanyhau che si appresta a trionfare nelle elezioni israeliane con una posizione molto dura sulle trattative sia con la Siria che con i palestinesi.
Di più, se è vera la previsione di una nomina di Kerry al Dipartimento di Stato, la scelta sarà caduta su un senatore che ha votato a favore della guerra in Iraq e se ne è reso personalmente responsabile.
Tutte perfide notizie per i buonisti e gli equidistanti alla amatriciana di casa nostra.
Tutte escelte che purtroppo confermano la nostra previsione: Obama sarà un presidente guerrafondaio, come tutti i presidenti democratici. Avvierà una fase di dialogo (sino all’estate-autunno del 2009) ma poi dovrà prendere atto del suo fallimento sia con l’Iran, che con la Siria, che con Hamas. E allora picchierà duro. Ma – a differenza di Bush – lo farà senza avere una cornice strategica di riferimento (che nella attuale amministrazione è stata ispirata dai neo con) e si esporrà così all’avventurismo bellicicista come fecero i suoi oredecessori: Kennedy con l’avvio disordinato e privo di controllo della guerra in Vietnam (e prima ancora con la follia della Baia dei Porci a Cuba), e Carter con la politica demenziale nei confronti dell’Iran (inclusa la demenziale avventura militare di Tabas, per liberare gli ostaggi, che fu un tentativo di golpe che provocò danni enormi agli anti khomeinisti iraniani) e l’incapacità assoluta di reagire alla conseguente occupazione sovietica dell’Afghanistan.

Carlo Panella
http://www.carlopanella.it/

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...