orgoglio

Non molti giorni fa mi sono ritrovato a discutere con due carissimi amici circa l’esistenza dell’inferno.
La ragazza sosteneva che l’infinita misericordia di Dio, la sua bontà immensa, rendevano impossibile l’ipotesi di una dannazione eterna; il ragazzo sottolineava l’esistenza della libertà umana che, comunque, può rifiutare l’amore ed il perdono, lasciando la persona chiusa in se stessa, accecata dall’orgoglio.
A questo proposito notavo che in questo periodo il Papa più volte è tornato sul tema dell’orgoglio come origine di molte divisioni e sofferenze, e più volte ha parlato dell’umiltà come il modo di agire di Dio e quindi pienamente umano.
Ho ascoltato recentemente la testimonianza di un giovane tossicodipendente; anche lui ha parlato dell’orgoglio, dell’incapacità di chiedere scusa e di ammettere di aver sbagliato, come l’origine di tanti suoi guai.
Tornando al dibattito teologico, con i due giovani siamo andati insieme a leggere cosa diceva a proposito dell’inferno il Catechismo della Chiesa Cattolica, davvero interessante ed illuminante al riguardo ( non riporto la citazione per invitarvi ad andarlo a leggere; è disponibile su internet e, ovviamente nelle librerie: se ne parla ad esempio ai punti 678, 679 ).
In questo periodo sto leggendo gli scritti di un Santo che parla di Dio “pazzamente innamorato dell’uomo”, che ama sempre e comunque tutti…anche il diavolo.
Rimango senza parole al pensiero che anche se solo una persona soffrirà eternamente, se anche un solo nostro fratello rifiuterà l’amore di Dio, gli altri saranno eternamente tristi e sofferenti; un giorno comunicai questa osservazione ad un vescovo, un grande teologo; con umiltà mi rispose che a noi è chiesto di annunciare sempre e comunque il “pazzo”, infinito amore di Dio, di mostrare con la ragione che solo in Lui si trova il senso di tutto, senza tuttavia pretendere di possederne il mistero.
Quella mezz’ora di ricerca teologica mi è piaciuta molto e mi ha fatto rivivere alcune belle discussioni durante le ore di religione.
Fra non molto tempo sarà Natale e a tutti i giovani, come prete, chiedo un regalo che economicamente non costa nulla: chiedetemi di approfondire con voi la teologia, la verità della fede, chiedetemi una “confessione”, magari seduti su un prato d’alta montagna, domandatemi di recitare con voi un rosario per un amico, di accompagnarvi da un povero, di meditare insieme su un brano della parola di Dio o di celebrare una S. Messa su una spiaggia o di offrirvi un parere per una vostra importante scelta di vita, una parola o un silenzio per il vostro cuore ferito.
Grazie, credo a nome di tutti i preti, se mi farete un regalo così e scusatemi da subito se non capirò immediatamente l’importanza della vostra richiesta e sarò distratto da altre cose: abbiate pazienza e misericordia, come Dio l’ha con noi.

don Nicolò Anselmi

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