birra

La scorsa settimana, prendendo la metropolitana, ho notato un gruppo di 5 ragazzi seduti sugli scalini; tutti, anche le due ragazze, avevano tra le mani una lattina di birra; li ho notati anche per il fatto che ostruivano il passaggio rendevano difficile la discesa ad alcuni anziani.
Circa un’ora e mezza più tardi, sono ripassato dalla stessa scala e li ho trovati ancora lì, con altre bottiglie e lattine di birra.
Mi è venuta in mente la parabola raccontata da Gesù degli operai dell’ultima ora; mi è sembrato che anche questi giovani quasi dicessero: “Siamo qui, nessuno ci chiama”.
La fantasia e la memoria si è subito messa in moto alla ricerca di cosa avrei potuto proporre a quei giovani, ai giovani in questa situazione.
Tutti, oggi, abbiamo bisogno di semplicità e di concretezza, di messaggi che tocchino il cuore e ci sveglino da quello stordimento prodotto dal rumore, dalle luci, dai falsi idoli, dall’alcool, dalla cannabis e dalla frenesia.
Lungo la strada che andava a Damasco 2000 anni fa Saulo di Tarso ha ricevuto una scossa tremenda incontrando il Signore Risorto, che gli ha permesso di mettere in crisi le proprie certezze ed iniziare un cambiamento di vita. Ce ne vorrebbero molte di queste strade, oggi, per ognuno di noi e per ogni giovane.
Tante le volte sono stato aiutato da una casa del Piccolo Cottolengo di don Orione: con semplicità e concretezza accompagnavo i ragazzi a stare con i nostri fratelli e sorelle malati, i pazzi, i deformi e a concludere con una preghiera per loro e per noi.
Recitare il Padre Nostro tenendo stretta una mano deforme o imboccare un tetraplegico è una emozione indimenticabile, una scossa niente male!
Un salto di qualità l’ho fatto quando ho capito che andare al “Cottolengo” era importante per me, che ci sarei andato comunque, anche se loro non venivano.
Così pure per la preghiera : ho imparato a fare le cose perché ci credo io e a queste cose invito i giovani.
Natale non è lontanissimo e le cose ben fatte vanno pensate e preparate.
Dio Padre ci ha stupito, ci ha dato una bella scossa mandandoci il Suo Figlio.
Natale è una grande occasione per stupire qualche giovane annoiato invitandolo a darci una mano a preparare una grande festa con i poveri e i nostri genitori, un regalo per i carcerati, una visita per gli anziani, una raccolta di generi alimentari, un concerto multietnico, uno spettacolo per l’Africa, una raccolta di vestiti, una preghiera per la pace ed una per la conversione per i trafficanti di droga; un giorno ho sentito letto la frase “ nessuno è così povero e così sofferente da non avere qualcosa da dare agli altri; sogno il giorno in cui tutte le celebrazione eucaristiche saranno esperienze indimenticabili, abbaglianti manifestazioni di Gesù Risorto, come quella di Damasco.
don Nicolò Anselmi
Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...