lavoro e provvidenza

Nelle ultime settimane mi è capitato di offrire un po’ di tempo, di preghiere e qualche digiuno, per alcuni giovani che erano di fronte a scelte faticose nell’ambito del lavoro o dello studio.
Lorenzo (i nomi non sono ovviamente quelli reali) ha frequentato per un anno una super mega università che, nell’immaginario collettivo, dà la certezza di diventare uno“special one”; ha trovato arrivismo, invidia, spirito di competizione spesso alimentato dai professori stessi, talvolta mediocrità nell’insegnamento, solitudine, unitamente alla difficoltà di studiare in un’altra città; ha rischiato la depressione; ora ha deciso, con grande sofferenza, di continuare a studiare ma di tornare a casa.
Lucia due anni fa aveva accettato di trasferirsi a lavorare in Svezia, convinta da uno stipendio quasi doppio ed un profilo professionale più interessante; aveva lasciato amicizie, famiglia, impegno di servizio con gli adolescenti; aveva dovuto fare anche scelte affettive dolorose. Ora è delusa, svuotata; ha deciso di tornare indietro.
Francesco e Giovanna si sono sposati; lavorano in due città diverse; lui con fatica sta decidendo di chiedere un trasferimento anche con minori prospettive future.
Elena è disperata; ha tentato per la seconda volta il test di ingresso alla facoltà di medicina è non è riuscita ad entrare; piange, non sa cosa fare, vuole mollare lo studio.
Marco e Sofia hanno deciso di vivere con un solo stipendio; lui ha un buon lavoro, lei preferisce seguire le sue due bambine. Anche Marcello ha cambiato lavoro: non ne poteva più di continuare a girare per l’Italia, guadagnare un sacco di soldi ma vivere in un perenne stato di tensione con Anna e i loro due figli, le persone a cui ha donato la vita.
Mi vengono in mente le parole che il santo Padre ha rivolto alcune settimane fa ai giovani di Cagliari: non lasciatevi attrarre dagli idoli del successo e del denaro: non è quella la strada verso la felicità; il lavoro, l’economia, la politica hanno bisogno del Vangelo.
Sono discorsi difficili, me ne rendo conto. Accompagnare i fratelli e le sorelle in queste scelte, pregare e soffrire con loro, cercare con loro la presenza di Gesù in questi momenti mi ha fatto sentire ministro dell’Amore di Dio. E’ bello rendersi disponibili con i giovani e i meno giovani per invocare lo Spirito Santo e scoprire insieme la volontà di Dio; è questo, in fondo, lo stile di Gesù che si è calato nella nostra vita, si è incarnato nei nostri problemi, ha camminato con noi; la sua Provvidenza non fa mai sciopero, non fa preferenze, non licenzia mai, è fedele.
Sono preoccupato per Umberto che in modo eccessivamente entusiasta mi ha detto che, dopo la laurea breve, gli è stato proposto un master, molto costoso, di due anni in cui starà 6 mesi negli Stati Uniti, 6 mesi in Nuova Zelanda, 6 a Cape Town e 6 a Londra. E’ fragile, lo conosco bene. Vi chiedo una preghiera per lui e per tanti giovani che rischiano di essere ingannati dagli idoli.

don Nicolò Anselmi

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