settembre

Settembre, ultimi bagliori d’estate…Per tutto il mese di agosto a chi chiedeva cosa mi avesse colpito maggiormente della GMG di Sydney, ho risposto: la fiducia del Papa nei giovani, nella loro capacità di costruire una “nuova era”, governata dall’amore puro, fedele, libero, capace di promuovere il bene e la dignità dell’altro.. (Omelia della S. Messa a Randwick).
A Sydney , durante la cerimonia dell’arrivo del Santo Padre al molo di Barangaroo, ho sentito un giovane esclamare “che sfortuna, siamo lontanissimi, non vedremo nulla!”; ho provato quasi imbarazzo nell’apprendere che io invece ero vicinissimo al palco; avrei voluto essere al suo posto, perché se io sono lontano , qualcuno sarà vicino, se io sono l’ultimo qualcuno sarà prima di me.
Il vangelo ci propone ragionamenti apparentemente strani; sono in tanti a sognare un nuovo modo di vivere e pensare; porgere l’altra guancia, non rispondere con uno schiaffo a chi ti ha schiaffeggiato non è un’esagerazione : è l’unico modo sensato di vivere.
Un mondo nuovo, un’età nuova può nascere solo da persone nuove, rigenerate, rinnovate dalla grazia.
Il 15 agosto, festa della Madonna Assunta, ero a Lourdes con un gruppo di giovani.
Il Santuario era traboccante di persone (un’esperienza da fare!).
Stavo concelebrando la Santa Messa all’aperto, presso l’altare sul lato opposto alla grotta rispetto al fiume “ Gave”.
Durante la preghiera del “Confesso”, quella in cui ognuno chiede perdono a Dio e ai fratelli dei propri peccati, ho sentito un grido forte, gutturale provenire da dietro le mie spalle.
Mi sono girato e ho visto, qualche metro dietro di me, un giovane in carrozzella, con le gambe accavallate, mi guardava; avrà avuto circa 35 anni.
Aveva un cappello di paglia in testa, quello del “Pellegrinaggio Nazionale Francese”, teneva le mani leggermente alzate sopra la testa, le dita deformi posizionate in modo inusuale; sorrideva tenendo la lingua leggermente fuori dalla bocca, e scuoteva la testa un po’ a destra e un po’ a sinistra.
Ho provato una terribile stretta al cuore…
Non posso pensare che Dio voglia la disabilità, la sofferenza, la malattia.
Se la malattia non viene da Dio, allora non può che venire da noi.
Non l’ho mai letto su nessun libro, ma sento che è così.
La carrozzella di quel ragazzo mi è sembrata la croce salvifica di Gesù e quindi, in un certo senso la conseguenza dei miei peccati, dei nostri peccati, dei peccati dell’umanità.
Il disordine dei movimenti spastici di quel giovane ha qualcosa a che fare con il disordine della mia vita e del nostro mondo.
Se rinuncio ad un peccato, un giovane guarisce; questo pensiero mi aiuta a vincere le tentazioni.
Uomini nuovi, che lottano con il peccato, colmi di grazia, guariti dalla misericordia, umilmente docili dall’amore di Dio, possono essere profeti di un mondo nuovo, di una nuova età, come ha chiesto il Papa.

Don Nicolò Anselmi

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