Il corpo è un dono meraviglioso

Don, sono preoccupata: mia sorella sta diventando troppo magra, non mangia più. Andrà in vacanza con le sue amiche…le stanno dietro…speriamo bene; ho avuto già una compagna di classe con problemi di questo tipo. Ci ha messo tantissimo a uscirne. Ho tanta paura.”
In tanti anni di attività giovanile ho conosciuto almeno una ventina di persone con problemi alimentari, ho partecipato a giornate di studio e letto alcuni articoli su anoressia, bulimia e “dintorni”.
Mi colpì ad un convegno l’affermazione di una psicologa: “fate in modo che i giovani percepiscano che voi vi siete accorti di loro, della loro sofferenza ”.
Oggi il problema è così diffuso che in tutte le scuole superiori italiane si fanno corsi di educazione alimentare per adolescenti.
Credo che il mondo dell’anoressia sia tanto complesso quanto misterioso è l’animo umano.
Gli esperti dicono che i comportamenti anoressici, talvolta, sono la reazione ad un sentirsi poco amati, trascurati, o la volontà di punire qualcuno o addirittura il rifiuto del proprio aspetto fisico.
La trascuratezza e la disattenzione negli affetti, l’assenza di tenerezza nei rapporti è un vero flagello per la vita di coppia, per famiglia, per le comunità religiose, per la società; talvolta è difficile scambiarsi un saluto per la strada ed anche a Messa, talvolta, si avverte freddezza e distacco. Un bacio casto, un abbraccio vero, una gesto delicato, un pensiero gentile sono merce rara.
Gesù amava con gli occhi “fissatolo lo amò”. Mi commuove anche immaginare la dolcezza con cui Gesù accolse la peccatrice e mi vengono i brividi al pensiero di quanto fu fortunato Giovanni che appoggiò teneramente il capo sul petto di Gesù.
Non c’è nulla di più umano di un bacino, una carezza, una strizzata d’occhio, un sorriso di gioia, una mano nella mano….
Una mia ex alunna con la quale abbiamo percorso insieme un tratto significativo di strada spirituale, quando mi incontra, mi getta sempre le braccia al collo: questo gesto mi emoziona, sempre, anche se reagisco con rigidità.
A proposito di corporeità, ormai l’estate è arrivata e per molti giovani, c’è il terrore di mettersi in costume da bagno. L’ho provato e lo provo tuttora anche io: la pancetta un po’ “molliccia” mi disturba; riesco a vincermi, dopo tanto cammino spirituale di conoscenza e di accettazione di me stesso, ma capisco che non è semplice: c’è una sorta di religione del corpo che spinge in direzione opposta, creando stress, ansie, problemi psicologici, collaborando all’opera del “grande ingannatore”.
Mi aiuta la convinzione che ognuno di noi ha una sua radicale bellezza derivante dalla nostra somiglianza con Dio: Dio è bello e quindi, noi che siamo una Sua immagine, siamo belli.
Dio ha dato a noi, come a Gesù, un corpo: un dono incredibilmente grande ed incredibilmente impegnativo.
San Giovanni Bosco diceva ai suoi salesiani che non basta voler bene ai ragazzi, è necessario che essi se ne accorgano; il pensiero non basta: è bello sentire con le orecchie qualcuno che ti dice “ti amo”, vedere i suoi occhi e il suo sorriso d’amore, ricevere una carezza.
Carissimo Angelo custode, tu non hai un corpo e non hai mai potuto provare la gioia di prendere fra le mani il volto di un povero, di lavare un malato, di abbracciare un amico, di baciare la persona che si ama; aiutami a usare il mio corpo per la lode di Dio e la costruzione del Suo Regno d’amore.

Don Nicolò Anselmi

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