il parlamento europeo e il Comunismo

venerdì 10 febbraio 2006

La reazione della chiesa ortodossa russa
Radio «Grad Petrov», 27 gennaio 2006

Intervengono padre Georgij Mitrofanov (docente dell’Accademia teologica di San Pietroburgo) e Kirill Aleksandrov (docente di storia all’università di Pietroburgo). Il tema è la delibera fatta pochi giorni prima dal Parlamento Europeo, che condannava i crimini dei regimi totalitari comunisti. Su questa risoluzione il giorno dopo è intervenuto – su diversi organi di stampa – il noto pubblicista ortodosso, diacono padre Andrej Kuraev (docente alla facoltà teologica di Mosca).

Riportiamo alcuni punti della delibera:
n. 2 "I regimi totalitari comunisti che hanno governato nell’Europa centrale ed occidentale nel secolo scorso, e che anche oggi si trovano al potere in alcuni paesi, tutti senza eccezione, sono caratterizzati da violazioni massive dei diritti dell’uomo.
Queste violazioni si differenziano a seconda della cultura, del paese, del periodo storico. Esse comprendono uccisioni di persone singole e collettive, esecuzioni, morti nei lager, fame, deportazioni, torture, lavoro servile ed altre forme di terrore fisico di massa".
n. 3 "Motivo giustificativo dell’attuazione dei delitti era la teoria della lotta di classe e il principio della dittatura del proletariato. L’interpretazione di ambedue i principi ha legittimato la liquidazione di persone dannose all’edificazione della nuova società, sostanzialmente tutti i nemici dei regimi totalitari".
n. 5 "La caduta dei regimi totalitari nell’Europa centrale ed occidentale non ha comportato la condanna internazionale dei delitti compiuti da questi regimi. Inoltre gli autori di questi delitti non sono stati chiamati a responsabilità dalla comunità internazionale, come fu compiuto per i delitti compiuti nel nome del nazional socialismo (nazismo)".
n. 6 "Di conseguenza la società è stata poco informata dei delitti dei regimi totalitari comunisti. I partiti comunisti sono ancora attivi ed esistono su basi legali in alcuni paesi, anche se non si sono dissociati dai delitti compiuti dai regimi comunisti totalitari del passato."

La delegazione russa al parlamento europeo ha votato contro la delibera, ad eccezione di una personalità abbastanza odiosa come Zhirinovskij.
Riportiamo alcuni punti dell’intervento del diacono padre Andrej Kuraev

"Il tentativo della delibera della Assemblea europea di identificare comunismo e nazismo sta a significare la giustificazione di ogni forma di propaganda anticomunista, giustificazione di azioni violente contro il regime comunista in genere.
"L’assemblea di Strasburgo diventa una nuova forma di inquisizione quando intende condannare una ideologia e un sistema filosofico. Io non sono d’accordo con questa delibera. In questo caso il ‘bavaglio’ giudiziario crea un triste precedente di zone chiuse alla discussione.
"Considero impossibile far polemica con le voci del sottosuolo. Per aver il diritto di criticare il comunismo, vorrei che i comunisti avessero il diritto di criticare la mia concezione del mondo. Questo deve aver luogo nella dimensione legale dell’informazione polifonica. Ora invece succede che questa macchia ‘di silenzio’ si diffonde, data l’importanza della delibera, ad un’immensa scuola politico-filosofica".

Risponde Kirill Michajlovich Aleksandrov
Ringrazio che mi è offerta l’occasione di esprimere la mia opinione su un tema molto scottante, quantunque, purtroppo, oggi, nell’informazione di massa, la mentalità politica sull’argomento in questione si diffonda in unica direzione. In quasi tutti i mezzi di comunicazione di massa, in misura più o meno grande, in corrispondenza alla vicinanza con il potere, si fa capire di essere contrari alla delibera di Strasburgo. In questo senso padre Andrej Kuraev è in sintonia con la posizione del potere. Cosa che mi rende particolarmente triste.
Detto questo vorrei richiamare la vostra attenzione su alcuni principi fondamentali. Anzitutto, per l’uomo russo, per l’uomo ortodosso, per il cristiano, la delibera europea è abbastanza fiacca. Non esprime quella mostruosità della realtà comunista che la Russia ha sperimentato su di sé nel secolo scorso. Inoltre dobbiamo notare un dettaglio significante. Dal testo originario della delibera, per insistenza della delegazione russa, è stato tolto un punto. Inizialmente gli estensori della delibera proponevano di raccomandare ai capi degli stati che avevano sperimentato i regimi comunisti di prendere le misure necessarie per eliminare i monumenti dei dirigenti comunisti e cambiare denominazione alle vie e alle piazze che portano il loro nome. Il rifiuto di questo punto da parte della nostra delegazione è molto significativo. In nessun paese del mondo che abbia sperimentato il regime comunista sono rimasti tanti monumenti e tante vie dedicate a coloro che hanno compiuto tanti misfatti, come in Russia.
Certamente non si può non essere d’accordo con padre Andrej Kuraev; comunismo e nazismo non possono essere identificati. Fra il resto esiste una fondamentale differenza: il nazional socialismo distruggeva popolazioni estranee, i comunisti invece, in tutti i paesi, in Cambogia come in Cina, distruggeva il proprio popolo.
Mi rattrista molto che padre Andrej Kuraev, per un motivo che non riesco a comprendere, abbia assunto una posizione totalmente astratta. La delibera europea non dice nulla di dover condannare il sistema sociale filosofico del marxismo. Essa condanna semplicemente delitti compiuti dai comunisti in vari paesi. E anche di questi si è parlato in modo inadeguato. Nella delibera avrebbero dovuto elencare i misfatti più terribili: delitti di massa che portarono alla distruzione di migliaia e di milioni di persone. A riguardo della Russia, si avrebbe dovuto elencare la distruzione della Chiesa ortodossa russa, la collettivizzazione nel 1932 – 1933. Ma padre Andrej vuol far credere che si tratti semplicemente di condannare alcune opinioni politiche. Invece si tratta di condannare delitti concreti sulla qual cosa non ci possono essere dei dubbi. Del resto è strano che la delibera sia stata accettata in una forma così incompleta. Sulla politica mondiale ha influito molto negativamente il fatto che dopo il 1991, quando il blocco orientale rovinò insieme al ‘lager socialista’, non ci fu un’istruttoria internazionale sui delitti dei regimi comunisti. Se questo non avvenne nel nostro paese, almeno si avrebbe potuto farlo a livello europeo e la delibera europea avrebbe potuto essere la conclusione dell’istruttoria.
Io stimo moltissimo l’opera di padre Andrej Kuraev e mi rincresce molto che un teologo di talento così intelligente abbia praticamente squalificato molti suoi pensieri espressi dal 1990 fino ai nostri giorni. In sostanza egli ha peccato – non temo usare questa parola – contro la memoria di milioni di vittime del bolscevismo eliminate nel nostro paese.
Sono sempre stato impressionato che nelle nostre librerie si possono acquistare le opere di Lenin, Marx, Engels, Castro, Mao Tse Dun, mentre il libro di Hitler ‘Mein Kampf’ è fra la letteratura proibita. Se si considera l’influsso negativo che questi testi ebbero sull’uomo è difficile negare una comune responsabilità

Intervento di padre Georgij Mitrofan
Che l’Assemblea europea di Strasburgo abbia preso inaspettatamente questa delibera, ha indotto alcuni del nostro paese a considerare questa iniziativa non una condanna del comunismo, ma del nostro paese. Questo tipo di argomentazione si sta espandendo nel nostro paese, ed è quello che maggiormente mi preoccupa. Questo significa che per molti rappresentanti della nostra elite politica (ma ora risulta che vale anche per quella ecclesiastica) la condanna del comunismo, in qualche modo, può diventare condanna della Russia. Ciò significa che nelle loro coscienze, comunismo e Russia si fondano in una certa unità. Non è possibile che il boia e la vittima possano far unità fra di loro. La condanna del boia è sempre espressione di compassione per la vittima. Come può la Chiesa non aver compassione per il suo popolo?! Come può non provare compassione per milioni di cristiani ortodossi vittime del comunismo?! Che cosa sta succedendo? Se con questo si intende parlare di perdono universale, allora non si tratta più di cristianesimo, ma di buddismo. E’ fuori dubbio che il cristiano deve sforzarsi, con l’aiuto divino, di perdonare i suoi carnefici, ma il cristiano non ha nessun diritto di perdonare, a nome delle vittime, i loro carnefici.
E’ proprio questo che vorrebbe padre Andrej Kuraev. Forse lo preoccupa che dopo la delibera europea si possa fare della polemica contro l’ideologia comunista? Non c’è da preoccuparsi. Purtroppo non solo la delibera non avrà nessun influsso sulla ideologia comunista, ma neppure, e questo è più triste, sulla prassi dei partiti comunisti dei vari paesi, fra i quali anche il nostro. Fra il resto è propria la pratica e non l’ideologia che da tempo avrebbe dovuto dimostrare al mondo che il comunismo è uno dei fenomeni più mostruosi della storia – come nota nel suo diario il protopresbitero Aleksandr Shmeman – non soltanto frutto di un errore umano, ma anche di un’ossessione umana di forze infernali.
Per non riferirmi al diario, fino ad oggi poco noto, di padre Aleksandr, dove egli costantemente esprime la sua indignazione per l’indifferenza dell’Occidente per i delitti del comunismo, soprattutto in Russia, vorrei riferirmi alla ben nota caratteristica del comunismo espressa dal filosofo I. A. Il’in, che potrebbe anche, a mio parere completare la delibera europea. Il comunismo, nella sua attività pratica non si ispirava tanto agli astratti postulati de marxismo che non hanno mai operato nella storia dell’umanità e non avrebbero mai potuto funzionare, ma ad un altro principio radicato nella decadenza e nella depravazione dell’anima dei comunisti. Ecco quello che scrive Il’in dopo aver esperimentato per un decennio il regime comunista di cui fu vittima ripetutamente fino al 1922 e che poi fu oggetto dei suoi studi nei decenni successivi.
"I comunisti sono persone che hanno perso la fede in Dio e sono incapaci di pensare in modo autonomo, incapaci di analizzare e comprendere il mondo. Il loro modo di pensare è autoritario. Semi intellettuali o assolutamente ignorati, sono persone che, una volta per sempre, hanno riempito il loro vuoto mentale con formule banali. Sotto questo aspetto sono spaventosamente affini ai nazional socialisti che hanno imparato le formule di Hitler".
"Il secondo tratto fondamentale comune di tutti i comunisti: sono persone che si sentono non adeguatamente valutate, instabili, oppresse, incapaci di perdonare a nessuno di essere quello che essi stessi sono. Sono predisposti all’invidia, all’odio, alla vendetta ed aspettato soltanto uno che sappia comandare loro di odiare, perseguitare, sterminare, torturare. Marx ha presentato loro la borghesia come classe; Hitler gli ebrei. I comunisti sono persone assetate di vendetta con cuore pietrificato dall’odio".
"Terza caratteristica comune di tutti i comunisti: sono persone assetate di potere, di comandare, di avere il primo posto in politica come nella società. Questa tendenza è così forte che per poterla attuare si sentono liberi da ogni legge, da ogni limite".
"Di fronte a noi sta una particolare specie di umanità: sono uomini capaci solo di distruggere, solo di annientare"
I comunisti si sono presentati in tutti i luoghi con queste caratteristiche. Ma c’è ancora un altro dettaglio che padre Andrej avrebbe dovuto tenere in considerazione. Ovunque i comunisti sono giunti al potere sono iniziate le persecuzioni contro ogni forma di vita religiosa, le persecuzioni più brutali e le più sanguinarie. Come si permette padre Andrej di assumersi il diritto, a nome di tutte le religioni perseguitate dai comunisti, di perdonare a quello che hanno fatto e criticare quelli che condannano il loro operato?
Ci tocca constatare ancora una volta una triste circostanza, la mancanza di memoria storica induce ad una mancanza di coscienza storica. E’ questo un serio vizio morale. E’ triste che questo vizio incominci a farsi vedere anche nella Chiesa…
Noi, probabilmente abbiamo il diritto di criticare i membri dell’Assemblea dei paesi d’Europa per la loro delibera alquanto tollerante e superficiale nei confronto del comunismo, anche perché loro e i loro padri non ebbero in sorte di sperimentare gli aspetti terrificanti della realtà dei regimi comunisti. All’Europa occidentale non toccò di essere la piazza d’arme per l’esperimento comunista. Ma ascoltare dalle labbra di un rappresentante della Chiesa ortodossa russa la critica anche a questa delibera è totalmente in opposizione alla realtà. E’ una dimostrazione che si è perso non soltanto il senso della realtà storica, ma anche il senso della realtà attuale. Quando il diacono Kuraev afferma "La Russia si è allontanata dal totalitarismo comunista molto più dei giudici dell’Assemblea europea" alloro io volgo lo sguardo a quella parte della Russia dove vivo, a San Pietroburgo e mi domando: Come mai ci siamo allontanati tanto dal totalitarismo comunista se esso si fa ricordare con il monumento a Lenin allo Smol’nyj, con il monumento a Lenin alla stazione ‘Finlandia’? Proviamo a pensarci! Il monumento a Lenin ‘abbellisce’ quella parte della nostra città da cui ha avuto origine il cammino insanguinato del comunismo in tutto il nostro paese. Allora i bolscevichi occuparono l’istituto Smol’nyj trasformandolo nel loro quartiere generale della rivoluzione mondiale. Alla stazione sorge un altro monumento di Lenin vicino alle ‘Croci’, la prigione che fu luogo di sofferenze per migliaia di martiri della Chiesa russa. E tutto questo ci pone la domanda: fino a che punto ci siamo allontanati dal totalitarismo comunista, se continuamente ne fanno memoria molti simboli e segni di questo totalitarismo che oggi si vorrebbe far passare come una reliquia storica del nostro paese?
Spero che il diacono Andrej Kuraev verrà una volta nella nostra città; insieme, partendo da questi simboli comunisti ci recheremo al poligono Pzhev dove, dal 1917 al 1922 dai comunisti furono fucilati in massa i rappresentanti dei vari strati della popolazione della nostra città. Proprio lì furono fucilati il poeta Nikolaj Gumilev e il martire metropolita Veniamin. Forse questo viaggio aiuterà padre Andrej a capire se il totalitarismo comunista si è di molto allontanato dalla Russia.
Concludendo non mi resta che chiedermi: se oggi si trovano ancora persone per le quali la Russia è inseparabile dal comunismo, è ancor viva quella Russia per distruggere la quale il comunismo mondiale vittorioso ha speso tante forze?

 

nokom

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