semplicità:la fede

Quasi tutti i giorni mi ritrovo a discutere, a voce o via e-mail, con giovani, amici, credenti e non credenti, confratelli sacerdoti sull’opportunità di spendere più di 2.000 euro per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney quando nel mondo, come più volte ha ricordato lo stesso Santo Padre, ci sono drammi umanitari gravissimi: la gente muore di fame e di AIDS in Etiopia, in Mozambico ed anche in Italia c’è chi vive sotto i ponti o negli edifici industriali abbandonati; per molti giovani 2.000 euro sono lo stipendio precario di due mesi.
Partecipare alla GMG in Australia è un grandissimo atto di Fede nella Provvidenza che non farà mancare gli aiuti umanitari ai profughi del Darfur e contemporaneamente permetterà ai giovani di annunciare la gioia di Gesù Risorto alle Chiese che sono in Australia.
Non può che essere così: è lo stesso Spirito Santo che chiama i giovani ad andare a Sydney con il Papa e li invita a “vendere tutto per donarlo ai poveri”.
Ogni tentativo di contrapporre la Chiesa e l’azione dello Spirito Santo, lo sappiamo bene, è diabolico; la parola “diavolo” è di origine greca e vuol dire “colui che divide”.
La Fede è credere o non credere nella presenza costante, rassicurante e provvidente di Gesù risorto; Dio c’è o non c’è, per chi ci crede ed anche per chi non ci crede; non sono mai stato in Groenlandia ma capisco che la Groenlandia o esiste o non esiste, non può esistere più o meno, ogni tanto…
Sono tanti i semplici gesti con cui le persone manifestano con semplicità la presenza di Dio nella loro vita. Molte famiglie da cui sono andato a cena, recitano una preghiera prima di iniziare a mangiare, ricordando che tanti sono i fratelli e le sorelle che oggi muoiono di fame; c’è chi invoca la protezione di Dio o degli Angeli prima di affrontare una situazione pericolosa, una partita sportiva, un esame, prima di mettersi in viaggio e c’è chi lo conclude pregando e ringraziando perchè tutto è andato bene.
E’ una fede semplice e bella quella di chi fa un segno di croce passando in prossimità di una chiesa o di un cimitero: i nostri morti sono vivi e ci proteggono. E’ una fede semplice e bella quella di chi si svuota le tasche di fronte ad una necessità senza chiedersi troppo dove andranno a finire quei soldi.
Anche l’etere ed il web sono diventati luoghi per manifestare in modo semplice la presenza di Dio; quotidianamente ricevo e invio SMS ed e-mail con richieste di preghiera: più volte mi è capitato di vivere l’emozione di dire una preghiera al telefono, per un motivo serio.
E’ una Fede che colpisce quella di chi si mette in fila per andarsi a confessare con il capo chino, in ginocchio, come fanno in Etiopia, in Mozambico, in Congo, dove si muore di fame, di malaria e di AIDS e c’è bisogno di tanta Fede nella Provvidenza e nella misericordia di Dio che ha cura dei fiori del campo e degli uccelli del cielo, figuriamoci degli uomini, suoi figli! 

Don Nicolò Anselmi

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