magistrati sempre+ progressisti

VATICANO – LE PAROLE DELLA DOTTRINA a cura di don Nicola Bux e don
Salvatore Vitiello – La vita non è negoziabile!

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Dopo la sentenza di Cagliari e
di Firenze, i giudici italiani bocciano di nuovo la nota legge 40,
sulla fecondazione assistita. Il Tar del Lazio ha mandato all’esame
della Consulta le norme ed ha annullato le linee guida nella parte
che vietavano la diagnosi pre-impianto. Si apre così la porta
all’eugenetica: alla selezione degli uomini in base alle loro qualità
genetiche, alla loro sanità (giudicata unilateralmente e solo sotto
la presunta ottica "medica").

Sono impressionanti sia l’intervento del potere giudiziario sia il
coro di plausi giunto da molte, forse troppe, parti a tale
provvedimento.

La vita è un valore "non negoziabile". A qualunque tradizione
religiosa, culturale o politica si appartenga, non è concepibile
continuare a non vedere la palese contraddizione tra una società che
approva e plaude, giustamente, la "moratoria sulla pena di morte",
rimanendo, nel medesimo tempo, quasi insensibile al più grande
delitto della storia dell’umanità: l’aborto. Esso è l’uccisione di un
innocente totalmente incapace di autodifendersi (e il feto, nel
grembo materno, lotta fino all’ultimo e allo stremo per non essere
sterminato e ridotto a brandelli, e ben lo sanno tutti coloro che
praticano l’aborto).

Non sono in gioco posizioni confessionali, determinate da soggettive
convinzioni religiose (o rivelate), in gioco c’è la sopravvivenza
stessa dell’umanità, c’è il radicale diritto alla vita, per chi è
stato concepito, che include, inevitabilmente, il diritto a nascere,
a essere difeso e curato, non sterminato da chi dovrebbe proteggere e
amare.

La diagnosi pre-impianto consentirebbe di "selezionare la specie",
scegliendo arbitrariamente di concedere o non concedere il "diritto
alla vita", in base a criteri detti "medici", ma che, dietro lo
schermo falso della medicina e della pietà, nascondono una massiccia
dose di egoismo ed incapacità di stare di fronte alla realtà, il
delirante desiderio di "determinare l’altro", invece che accoglierlo
ed amarlo.

E’ l’antico e radicato desiderio umano di superare definitivamente il
male. Peccato che, percorrendo questa strada, il male prodotto sia
maggiore, e di molto, di quello che s’intenderebbe evitare. Senza
dimenticare che l’uomo, da solo, è totalmente incapace di un tale
superamento: solo una "Speranza infinita e definitiva" può superare
il male dell’uomo e nell’uomo.

La vita non è negoziabile, come non sono negoziabili, né passabili
sotto silenzio, le continue oscillazioni culturali e politiche su
temi tanto delicati. Non è pensabile pretendere che gli uomini di
buona volontà, e tra essi specialmente i cattolici, non vedano, e
riconoscano, chi ha atteggiamenti gravemente ambigui rispetto alla
tutela della vita; chi, a giorni alterni, sembra voler dialogare ed
esprime attenzione su temi tanto delicati e fondanti e, nella notte,
tappezza le città di manifesti a difesa dell’aborto e della Legge 194.

No! La vita non è negoziabile. Nessuno può giocare con essa è nessuno
può farsi arbitro della vita altrui. I "balletti" cultural-politici
non sono degni di chi li compie: solo un autentico dialogo, un aperto
dibattito e un franco confronto su che cosa sia realmente l’uomo e su
quale direzione si intenda dare al futuro della società e dell’umana
convivenza, possono garantire dal percorrere "strade senza uscita"
che condurrebbero inevitabilmente all’autodistruzione. Infatti, una
volta resa legittima la selezione degli embrioni pre-impianto, chi
può garantire quali siano i criteri da applicare per tale selezione?
Non faremo più nascere i malati, sommando ingiustizia ad ingiustizia?
Non faremo nascere bambini down? O con qualunque altro problema?

L’aborto è un male intrinseco e, con esso, sono male tutti i
tentativi di manipolazione della vita umana e di selezione genetica
delle persone.

Con la caduta delle ideologie del XX secolo, sembrava che certe
mostruosità fossero passate, per sempre. Invece alle dittature
ideologiche si sostituisce una nuova impressionante "dittatura":
quella del relativismo tecno-scientifico. Il Servo di Dio, il Santo
Padre Giovanni Paolo II, di venerata memoria, ha svolto un ruolo
straordinario dell’indicare alla Chiesa e all’umanità il necessario
superamento di quelle ideologie. Oggi, il Santo Padre Benedetto XVI
indica a tutti, con altrettanto amore e vera paternità, l’urgenza di
vigilare e di superare, con decisione, la "dittatura" relativistica
(e contraddittoria) del tecno-scientismo, perché la vita non è
negoziabile. (Agenzia Fides 24/1/2008; righe 56, parole 677)

__._,_.___

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...