La minestra riscaldata di Odifreddi e Scalfari

piergiorgio%20odifreddiScalfari
 

Le polemiche di Scalfari e Odifreddi sulla teodem Binetti sono interessanti anche per chi è agnostico, perché  riportano alla luce polemiche, sulle quali è opportuno fare un po’ di chiarezza. Pergiorgio Odifreddi gioca a  fare il Bertrand Russell del 2008, ma  per chi conosce un po’ la filosofia del ‘900 non è così impertinente. Il laico Benedetto Croce definì Russell un ottimo matematico che non capiva niente di etica e politica. L’ebreo Wittgenstein fu più severo e disse: “I libri di Russell andrebbero raggruppati sotto due colori: […] quelli che trattano di logica matematica in rosso – e chiunque si occupi di filosofia dovrebbe leggerli; quelli che trattano di etica e di politica in blu – e non si dovrebbe consentire a nessuno di leggerli”.

Gli argomenti di Odifreddi sono minestre riscaldate per chi ha letto la terza  parte del Leviathan, dove Hobbes tratta degli angeli, della chiesa di Roma, del potere ecclesiastico, dei miracoli. Se la polemica di Hobbes contro la chiesa di Roma  nel ‘600 aveva senso, da tempo non l’ha più nel Regno Unito: Tony Blair si è convertito al cattolicesimo con grande eco mediatica  e il Regno Unito discute di eliminare l’Act of Settlement, la legge approvata nel 1701 per escludere dalla successione i cattolici della dinastia Stuart e permettere solo ai discendenti protestanti di Sofia Hannover che non avessero sposato un cattolico di accedere al trono. Chi ha letto la quarta parte del Leviathan, intitolata Del Regno delle Tenebre, e soprattutto il quarantasettesimo capitolo, l’ultimo dell’opera del fondatore dello stato moderno britannico, si chiede casomai se in Odifreddi e in Scalfari non agisca una specie di odio di sé, un tipo di sentimento di cui sono stati spesso vittime gli ebrei. Otto Weininger arrivò a teorizzare la scomparsa dell’ebreo dal mondo per il bene dell’umanità e finì suicida: l’unico ebreo intelligente, lo avrebbe definito Hitler.

In Odifreddi e in Scalfari agiscono  interessi e umori politici contingenti, ma alla base delle polemiche di entrambi vi è forse anche una forma inconscia di odio di sé, simile a quello di Italo Calvino, uno degli  più scrittori più interessanti del secondo dopoguerra. In Eremita a Parigi scrive: “Noi comunisti italiani eravamo schizofrenici. […] Ricordo benissimo che quando mi capitava di andare in viaggio in qualche paese del socialismo, mi sentivo profondamente  a disagio, estraneo,  ostile. Ma quando il treno mi riportava in Italia, quando ripassavo il confine, mi domandavo: ma qui, in Italia, in questa Italia, cos’altro potrei essere se non comunista?”. L’Italia era meglio dei paesi dell’est, ma a Calvino non piaceva e per questo finì eremita a Parigi. Calvino era tutt’altro che superficiale, si analizzava dettagliatamente, rifletteva: aveva un complesso di inferiorità nei confronti della Francia causato dall’educazione familiare. Aveva per l’Italia una forma di amore impazzito, di cui era perfettamente consapevole. Uscì dal Pci nel 1957 e continuò a riflettere con grande lucidità su quella che  definiva una schizofrenia tutta italiana.

L’odio di sé trasmesso dall’anticattolicesimo di una famiglia della media borghesia, lo aveva indotto a considerare volgare ciò che era italiano e soprattutto i poveri contadini, che andavano a fare visita a suo padre, incaricato alla facoltà di agraria a Torino. Se ne sentiva ancora in colpa mentre viveva a Parigi. La famiglia Calvino era anticattolica, all’ora della merenda la madre metteva il piccolo Italo sull’attenti, gli intimava di guardare a Oriente e ripetere “Pour le pain, pour la paix, pour la liberté”. Una famiglia della media borghesia, in cerca di una identità più autorevole. Certo una borghesia diversa da quella del grande borghese Croce, cosciente della responsabilità di chi è socialmente più forte nella storia di un paese. Calvino aveva una grande onestà intellettuale e non fece mai mistero di avere aderito al Pci  anche per diventare scrittore. “Ma per noi che vi aderimmo allora, il comunismo non era soltanto un nodo di aspirazioni politiche: era anche la fusione con le nostre aspirazioni culturali e letterarie”. La guerra aveva interrotto la bella époque della riviera per il ragazzo Calvino. Uno dei suoi amici al liceo era Eugenio Scalfari, che frequentava l’università a Roma e passava l’estate a San Remo. Nel ’41 Calvino mandava i suoi articoli a Scalfari, che si dava da fare nel giornale dei Guf. Ventenni alla ricerca del successo. Per Calvino, il vero rivoluzionario è l’unico conservatore, perché “nella generale catastrofe delle vicende umane abbandonate al loro impulso biologico, sa scegliere ciò che va salvato e difeso e fatto fruttare”. Ironico e contrario a ogni  retorica, il terribile Hobbes avrebbe sorriso dalla tomba ricordando di essere stato maledetto per avere  scritto che gli uomini cercano soprattutto potere e sono pronti a ogni gioco logico per averlo. Nel Leviathan la critica al cattolicesimo di Hobbes è  funzionale alla nascita di un sistema di autorità in contrapposizione a quello rappresentato in Europa dalla chiesa di Roma. Hobbes non lo nasconde affatto e proprio per questo è un filosofo formidabile. Hobbes non era anticristiano, né contrario all’anglicanesimo, soltanto considerava essenziale al futuro della Gran Bretagna che il sovrano fosse il capo della chiesa anglicana e nominasse i vescovi come un imperatore romano. Ciò che è comprensibile in Hobbes, un leale suddito britannico del ‘600, fiero della sua isola, è meno comprensibile in un italiano del 2008 come Odifreddi. Hobbes era un leale suddito brit e sognava una Britannia erede degli antichi romani. Durante il regno di Giacomo I Stuart anche Hobbes sperò in una riconciliazione della cristianità, senza che l’Inghilterra rinunciasse all’anglicanesimo e in cui potesse svolgere un ruolo di terza forza, come ha osservato Hugh Trevor Roper. Hobbes faceva l’interesse del suo paese ( right or wrong, my country) e, come Giacomo I era contrario al Concilio di Trento perché considerava la confessione auricolare uno strumento di ingerenza nella politica inglese. I Monita Privata, un libello apocrifo, definito da Adriano Prosperi i Protocolli di Sion del ‘600, dove si narrava di una grande congiura gesuita per il dominio del mondo, ebbero effetto anche in Gran Bretagna, dove ancora oggi la legge vieta alla royal family matrimoni con  cattolici. Hobsbawm ha analizzato l’ossessione anticattolica inglese, perfino quando i cattolici inglesi erano una minoranza insignificante, e l’ ha considerata una specie di follia collettiva. Nel Leviathan   fondato sul contratto dai sudditi che danno al sovrano il monopolio della violenza,  perché nello stato di natura possono essere uccisi da chiunque, anche se volpi e leoni – Hobbes attacca  cattolici e presbiteriani, perché entrambi  contrari al potere assoluto del sovrano. I cattolici come Bellarmino e Suarez e i presbiteriani accettavano che il potere dei re provenisse da Dio, ma per loro era legittimato solo dalla perfecta communitas cristiana, che poteva revocarlo – per i cattolici attraverso il papa, per i presbiteriani attraverso il parlamento.

I cattolici e i presbiteriani, pur detestandosi, avevano in comune l’opposizione al potere assoluto dello stato e rivendicavano il ruolo della perfecta communitas, quindi l’integralismo laico di Scalfari e di Odifreddi ha poco a che fare con gli ideali democratici. Come è noto, tra tutte le forme di governo Hobbes preferiva la monarchia assoluta, e  fa sorridere vedere il fondatore di Rep. e Odifreddi usare le argomentazione di un sostenitore dell’assolutismo monarchico del ‘600.

 

Da non pagare: No

02 gennaio 2008

Annunci

2 commenti

Archiviato in Senza categoria

2 risposte a “La minestra riscaldata di Odifreddi e Scalfari

  1. Letizia

    io amo odifreddi.
    Ho trovato il suo libro "perchè non si può essere cristiani" molto divertente e ironico

  2. andrea

    ma pieno di pregiudizi e di errorri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...