flop contro le scuole paritarie

Scuola, referendum flop
al voto meno del 20%
di Piergiorgio Cattani
http://trentinocorrierealpi.repubblica.it/dettaglio/Scuola-domenica-
il-referendum-E-il-vescovo-invita-a-non-votare/1367860

Il referendum della scuola sul finanziamento alle scuole private si
è rivelato un autentico flop: al voto si è presentato solo il 18,91%
dei trentini. Dunque referendum nullo, e polemiche alle stelle con
il comitato dei referendari che accusa la Provincia di aver voluto
affossare la consultazione elettorale. Guardando al risultato i sì
hanno trionfato con il 93,17%, ma l’affluenza così bassa ha reso
inutile il risultato finale. Basti pensare che a Fierozzo si sono
presentate ai seggi solo ventuno persone: il 5,60%.

Referendum sulla scuola
il vescovo invita a non votare
Sui finanziamenti alle private Bressan si schiera con il fronte
astensionista

TRENTO. Il vescovo fa quadrato con i laici della Consulta diocesana
e non andrà a votare per il referendum provinciale sulla scuola.
Monsignor Luigi Bressan ha rivelato la sua posizione in
un’intervista al settimanale Vita trentina. «L’indicazione della
Consulta diocesana dei laici – afferma l’arcivescovo sul giornale
diocesano – mi trova pienamente d’accordo. Ho a cuore la promozione
del bene comune e aderisco quindi alla scelta di non partecipare al
voto».

«Non parteciperemo al referendum del 30 settembre» aveva annunciato
a fine agosto la Consulta diocesana. Realtà che riunisce 45
rappresentanti di tutti i movimenti, associazioni e aggregazioni
laicali della Chiesa trentina. «Proponiamo di non partecipare al
voto» ha ribadito lunedì scorso in una conferenza stampa il Comitato
per la libertà d’educazione. Comitato a cui hanno dato vita decine
di soggetti diversi che spaziano da associazioni a movimenti a
partiti politici. Nelle ultime settimane è stato un susseguirsi di
appelli a disertare le urne. Da Forza Italia all’Udc. L’invito a non
recarsi alle urne dal fronte dei referendari viene considerata una
posizione antieducativa e che non appartiene alla cultura
democratica. Mirata a ostacolare il raggiungimento del quorum perché
il referendum è valido solo se va a votare almeno il 50% più uno
degli aventi diritto.

Nell’intervista a Vita trentina il vescovo Bressan
osserva: «Nell’ambito politico è inevitabile dover scegliere tra
opzioni diverse: l’andare a votare "no" al referendum può essere più
espressivo, ma la scelta dell’astensione in questa situazione si
rivela la più efficace». Rispetto all’appello all’astensione che i
vescovi italiani avevano lanciato in occasione del referendum sulle
legge 40 relativa alla fecondazione, monsignor Bressan dice
che «ogni caso va esaminato a sé». E aggiunge: «Questa volta
astenersi significa anche esprimere la fiducia nel lavoro e nelle
decisioni del Consiglio provinciale, che a larghissima maggioranza
ha varato la legge sul "Sistema educativo di istruzione e formazione
in Trentino"». La legge 5 dell’agosto 2006, di cui ora con il
referendum si chiede di cancellare due norme relative al
finanziamento delle scuole paritarie, era stata approvata con il
voto favorevole di 31 consiglieri su 35.

Tornando all’intervista, si leggono altri pensieri di monsignor
Bressan. «Le scuole paritarie d’ispirazione cristiana – afferma il
vescovo – consentono alle famiglie la libertà di scelta educativa.
Offrono un servizio alle nuove generazioni, tanto sotto il profilo
qualitativo dell’insegnamento, quanto nell’educazione ai valori
della solidarietà, della corresponsabilità sociale, della vita
intesa come progetto. Nel caso del Trentino c’è anche dell’altro.
Penso a tutte quelle scuole fondate o comunque servite dai nostri
parroci: l’alfabetizzazione generalizzata, che tante altre Regioni
ci invidiano perché risalente ancora all’Ottocento, la si deve
proprio alla disponibilità di tanti preti di paese. Quanti di loro,
fin dalla metà del Cinquecento, hanno svolto un servizio di
istruzione a favore della nostra gente: è la nostra storia a
difendere la scuola paritaria. Più in generale, è tutta la
tradizione trentina ad essere innervata di tanti esempi di
collaborazione tra enti pubblici e istituzioni del privato sociale».
(01 ottobre 2007)

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...