Chavez paranoico

«Hugo Chavez è un paranoico. Per la precisione un dittatore
paranoico». Lo afferma il cardinale Josè Castillo Lara da Caracas
nella sua intervista apparsa su "Il Messaggero" di domenica 29
luglio 2007 a cura di Franca Giansoldati.

Quando l’intervistatrice gli chiede di spiegare perché i rapporti
tra l’episcopato e Chavez sono così pessimi, risponde:

«S’è fissato di essere il liberatore dell’America Latina dagli Usa,
dall’Impero come lo chiama lui. Idea peraltro non troppo originale,
copiata pari pari da Fidel Castro».

«Anche lei in passato è stato offeso da Chavez».

«Si, mi ha accusato di essere un bandito, un ipocrita. Non ho mai
reagito, del resto che si potrebbe rispondere? È come se uno
entrasse in un manicomio e venisse insultato dai matti. Si tira
dritto e basta».

«Chavez, una specie di fotocopia del Lider Maximo?»

«Peggio. La paranoia gli fa perdere il senso della realtà. Vede solo
quello che gli interessa. Parla del socialismo del XXI secolo ma
nella sua testa è una specie di comunismo nella fase peggiore,
concentrato di populismo e autoritarismo. E ora vuole pure
modificare la Costituzione, come se non gli bastasse il potere che
ha. Io sono molto preccupato per il mio Paese».

«È davvero così grave la situazione?»

«Chavez è al lavoro per eliminare la proprietà privata. Vuole
sopprimerla e lasciare solo la proprietà collettiva. Ha già fatto
fallire e chiudere due terzi delle imprese in Venezuela. È una cosa
terribile. I vescovi hanno garbatamente denunciato questa deriva.
Lui reagisce in modo violento».

«Lei lo ha definito un dittatore. Ma non era stato eletto?»

«E come no. Solo che ha tutti i poteri in mano. Quello giudiziario:
non vengono emesse le sentenze sgradite. Quello legislativo:
controlla l’Assemblea eletta solo con il 9 per cento degli elettori.
C’è stata una astensione completa, circa l’80 per cento. Alle
elezioni non sono state rispettate le regole, è mancato il registro
elettorale, si sono verificati problemi. Si procede a colpi di
decreti e in un anno e mezzo è maturata, guarda un po’ l’idea di
cambiare la Costituzione. Se non è una dittatura questa, cos’è?»

«Eppure Chavez si dice cristiano…»

«È un pagliaccio, nel senso che è quello che gli conviene. Se
incontra Gheddafi si presenta musulmano. Di sè dice di essere
cristiano e si fa vedere con un crocifisso in mano ma la gente non
gli crede».

«Perchè ce l’ha così tanto con la Chiesa?»

«La ragione della sua rabbia sta nel fatto che la Chiesa in
Venezuela gode di credibilità. È al primo posto nei sondaggi e i
vescovi non tacciono i rischi di questa deriva populista e di tante
ingiustizie».

«E il Papa?»

«Si sono incontrati in Vaticano l’anno scorso. Benedetto XVI gli ha
consegnato una lettera nella quale implorava anche di rilasciare i
prigionieri politici. Delle cinque cose chieste finora solo una: la
restituzione di una università cattolica».

(CR1004/05 del 11 agosto 2007)
http://www.corrispondenzaromana.it/letternew.php

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