affari in cina?

31/05/2007 – 10:44 – Asianews
CINA
Nuove proteste nel Guangxi contro la politica del figlio-unico
In varie città la folla ha devastato gli uffici pubblici e si è
scontrata con la polizia, protestando per le multe eccessive
imposte a chi ha più figli. Chiamati centinaia di poliziotti a
presidiare la zona. Le autorità insistono che hanno solo
applicato la legge.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Si allarga la protesta nel Guangxi
contro la politica del figlio-unico. La popolazione è esasperata
e si teme possa dar luogo a manifestazioni violente, ma le
autorità insistono che stanno solo applicando la legge.
Il 29 maggio nella città di Yangmei, nell’orientale contea di
Rongxian, centinaia di persone hanno circondato gli uffici
pubblici per il controllo delle nascite, chiedendo la
restituzione delle multe estorte per la violazione della politica
del figlio-unico. Poi hanno devastato gli uffici e si sono
scontrate con la polizia percuotendo numerosi agenti e dando alle
fiamme due auto di servizio.
Lo stesso giorno anche nella vicina città di Lingshan centinaia
di persone hanno devastato gli uffici pubblici. Proteste meno
gravi sono avvenute in almeno altre 8 città della contea. Ieri la
zona è stata presidiata da centinaia di poliziotti.
L’agenzia statale Xinhua ha ammesso le proteste, dicendo che sono
state istigate da pochi agitatori non identificati che hanno
sparso notizie non vere. Ma un residente di Yangmei spiega al
quotidiano South China Morning Post che "è una protesta
spontanea", ispirata dalle recenti proteste di Bobai. "Abbiamo
sopportato i loro abusi troppo a lungo. Ora – spiega riferendosi
alla rigida applicazione del controllo delle nascite – vogliamo
esprimere la nostra ira".
Sul sito web della prefettura di Yulin, che amministra Rongxian e
Bobai, si parla di 7 persone arrestate per avere istigato i
disordini. Ding Shan, capo della polizia, definisce corretta e
legale l’applicazione locale della politica del figlio-unico ed è
comparso in televisione per invitare la popolazione a denunciare
"gli agitatori" che fomentano le proteste.

Dagli anni ’80 Pechino consente a ogni coppia di avere un solo
figlio, due alle famiglie contadine se il primo è femmina.
Questa politica è sempre più criticata anche in ambienti
governativi, anche perché causa un rapido invecchiamento della
popolazione, una scarsità di mano d’opera e uno squilibrio tra
uomini e donne.
Dati ufficiali indicano inoltre che essa è rispettata solo dal
35% della popolazione.
Nel Guangxi da febbraio il governo ha applicato in modo rigido
questa politica, irrogando pesanti multe (fonti locali parlano di
decine di migliaia di yuan, pari a molte volte il reddito medio
annuo) per ogni figlio non consentito.
A chi non ha pagato, la polizia ha devastato la casa portando via
ogni cosa di valore e demolendo persino gli infissi.
Fonti locali denunciano anche aborti forzati e interventi
chirurgici coattivi sulle donne per prevenire la maternità.
Due settimane fa in varie città della contea di Bobai migliaia di
dimostranti hanno assalito e incendiato gli uffici pubblici,
distrutto arredi e veicoli e si sono scontrati con la polizia.

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