riflettiamo pensado a Fatima

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Card. Caffarra: "sì" alla famiglia e "no" a ciò che la mette
a rischio
Esiste come una naturale, profonda amicizia fra la fede
cristiana e la famiglia, poiché la fede cristiana è l’incontro
con la Vita che si è fatta visibile. La Chiesa non può non
prendersi cura della famiglia, poiché essa sa quale è la
misura della sua preziosità: la preziosità stessa della
vita. Nessuno potrà impedire alla Chiesa di dire ad alta
voce il suo "sì" alla famiglia e quindi il suo "no" a tutto
ciò che ne mette a rischio l’irripetibile unicità, poiché
nessuno potrà impedire alla Chiesa di amare l’uomo, di
desiderare che egli abbia la vita e l’abbia in abbondanza,
di lottare contro tutti i germi di corruzione che producono
la morte dell’uomo.
IN LIBRERIA:
http://libreria.totustuus.info
Islam e Cristianesimo – Una Parentela Impossibile
La prima parte, intitolata I tre pilastri del conformismo,
si compone di tre capitoli: "Siamo tutti figli di Abramo",
"Il monoteismo" e "Le religioni del Libro", nei quali
l’autore analizza e smonta i tre concetti. Secondo Ellul,
infatti, la comune discendenza abramitica sulla quale si
fonderebbe la parentela tra ebrei, cristiani e musulmani è
priva di fondamento. Inoltre, l’Islam nega al cristianesimo
lo statuto di religione monoteista perché il Dio dei
cristiani è Uno e Trino; comunque, il concetto di Dio delle
due religioni è profondamente diverso ed assai poco
assimilabile: a Gesù Cristo, incarnazione di un Dio d’amore,
i musulmani contrappongono Allah, sovrano unico e
inaccessibile nonché giudice implacabile delle azioni umane.
L’autore, infine, nell’analizzare i testi sacri alla base
delle due religioni, evidenzia alcune differenze che rendono
realisticamente impossibile parlare di esse come religioni
del libro: se, infatti, il Corano è il libro della
costrizione, della sottomissione e non offre all’uomo alcuna
speranza di salvezza, la Bibbia, al contrario, contiene una
promessa di libertà e la rivelazione di un Dio che parla al
credente e soffre con lui.

MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI
http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese
ntation.DettaglioInfo?idInfo=36445&url=dettaglioRassegna.jsp
L’alibi buonista dei diritti senza doveri
Diritti. Ancora diritti. Sempre e soltanto diritti. Ma dove
sono i doveri? Se si voleva dare lustro al buonismo italico,
ci si è riusciti perfettamente. Il recente disegno di legge
sull’immigrazione è una summa dei diritti che siamo
impazienti di concedere, ma non vi è traccia dei doveri che
dovremmo esigere in contraccambio a chi arriva in Italia per
rendere migliori le proprie condizioni di vita.

12) MONS. LUIGI NEGRI
http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/template/detailNews.asp?
IDFolder=176&IDSezione=165&IDOggetto=2404
Festa Madonna delle Grazie di Pennabilli
La Madonna che non ha mai cessato di amare, di custodire e
di promuovere questo popolo missionario in questi uomini, ci
aiuti in questo passaggio che è delicatissimo. Oggi la
Chiesa italiana e quindi la nostra Chiesa ha di fronte una
straordinaria opportunità, come ha detto il Papa a Verona.
Ha di fronte a sé l’opportunità di riproporre agli uomini di
questo tempo la fede nella sua radicale bellezza e
semplicità, come il grande "sì" che Dio ha detto e dice alla
vita, a questa comunità; di riproporre radicalmente la
bellezza del Vangelo, l’umanità della vita cristiana come
vita di carità, la capacità di condivisione degli uomini,
degli umili, dei poveri, dei sofferenti. È questa vita nuova
che la Madonna ha vissuto fino in fondo e noi, accompagnati
da Lei, dovremmo viverla ogni giorno, per seguire Cristo.

RINO CAMMILLERI
http://www.rinocammilleri.it/
Etruschi
Pare che, il sabato precedente, la trasmissione Gaia, il
pianeta che vive (in onda in prima serata su Rai3) abbia
lasciato da parte le solite tematiche ambientali per
mostrare l’interno di una tomba estrusca. Il conduttore, il
geologo Mario Tozzi (che a suo tempo in un’intervista alla
radio esaltò la mattanza dei preti nella guerra civile
spagnola e se ne augurò una analoga in Italia), tacendo il
luogo e il nome della tomba in questione, mostrava
entusiasta una pittura raffigurante un accoppiamento
omosessuale.La tomba etrusca, invece, è quella detta dei
Tori a Tarquinia e una illustrazione non disonesta
mostrerebbe che le scene di accoppiamento sono due, una
etero (con accanto un toro che guarda sereno) e una omo. In
quest’ultima uno dei due si accerta furtivo se qualcuno si
accorge dell’atto; infatti, c’è un toro che sta caricando
furiosamente. Il toro è simbolo del dio della fertilità che
si compiace dell’accoppiamento fecondo tra uomo e donna
mentre punisce quello invertito. Altro che etruschi
politicamente corretti.

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