Mons. Bagnasco

Conferenza Episcopale Italiana
CONSIGLIO PERMANENTE
Roma, 26-29 marzo 2007

PROLUSIONE DEL PRESIDENTE

[…]

12. Emergente il tema della famiglia.
[…] La famiglia ha bisogno oggi di tutta la premura che la
Chiesa – con la sua esperienza e la sua libertà – vi può
riversare. Diremo anche noi con Benedetto XVI: "Se ci si
dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari,
allora noi possiamo solo rispondere: forse che l’uomo non
c’interessa?
I credenti, in virtù della grande cultura della loro fede,
non hanno forse il diritto di pronunciarsi in tutto questo?
Non è piuttosto il loro – il nostro – dovere alzare la voce
per difendere l’uomo, quella creatura che, proprio nell’unità
inseparabile di corpo e anima, è immagine di Dio?" (Discorso
alla Curia Romana, 22 dicembre 2006).

[…]
14. Sappiamo tuttavia che il matrimonio sacramentale si
iscrive nel disegno primigenio del Creatore: "maschio e
femmina li creò" (Gn 1,27) […].
"La legge iscritta nella nostra natura – ha detto il Papa
[…] (il 12 febbraio 2007) – è la vera garanzia offerta a
ciascuno per poter vivere libero e rispettato nella propria
dignità. […]", e perciò "questo vincolo sacro, in vista
del bene sia dei coniugi e della prole che della società,
non dipende dall’arbitrio umano. Nessuna legge fatta dagli
uomini – concludeva il Papa – può perciò sovvertire la norma
scritta dal Creatore senza che la società venga
drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso
fondamento basilare".

15. C’è, venerati Confratelli, una prova più convincente
circa il nostro dovere di parlare del matrimonio come
invalicabile bene dato agli uomini per la loro felicità e
per il loro futuro?
Come può l’insistente parlare del Papa e dei Vescovi a
questo riguardo essere interpretato come un sopruso, o come
un’invadenza di campo, o come un gesto indelicato se non
spropositato? […]
È del tutto evidente che quando Benedetto XVI ricorda l’"unicità
irripetibile" della famiglia (cfr. Angelus del 4 febbraio
2007), lo fa perché, nonostante la crisi profonda che essa
attraversa e le molteplici sfide che essa deve affrontare,
tutti si sappia adeguatamente "difenderla", "aiutarla",
"tutelarla" e "valorizzarla" per il bene concreto, attuale e
futuro, dell’umanità.
[…] Per cui merita essere solleciti affinché le famiglie
più esposte non cedano "sotto le pressioni di lobbies capaci
di incidere negativamente sui processi legislativi", come lo
stesso Pontefice ha segnalato, ricevendo in udienza i
Rappresentanti Pontifici in America Latina (il 17 febbraio
2007).

16. In questa cornice si colloca ciò che è stato detto,
dall’interno della comunità ecclesiale, nel corso delle
ultime settimane, in riferimento al disegno di legge in
materia di "Diritti e doveri delle persone unite in
stabili convivenze".
Personalmente posso solo dire che apprezzo quanto da parte
cattolica è stato fatto, impegnandomi ad assumerlo e a
svilupparlo.

Desidero per un verso rilevare la convergente, accorata
preoccupazione espressa dai Vescovi su questo disegno
legislativo inaccettabile sul piano dei principi, ma anche
pericoloso sul piano sociale ed educativo.
Per altro verso, registro la preoccupazione che lo stesso
provvedimento ha suscitato in seno al nostro laicato, nelle
parrocchie come nelle aggregazioni.

Mai come su questo fronte così esposto, loro intercettano
ciò che il Concilio Vaticano II dice sia a proposito del
matrimonio e della famiglia (cfr. Gaudium et Spes, nn.
47-52), sia del dovere della partecipazione per una vita
civile più equilibrata e saggia (cfr. Gaudium et Spes, nn.
73-76), consci che la famiglia è un bene della società nel
suo insieme, non solo dei cristiani.

17. È noto che proprio dall’interno delle aggregazioni
laicali è scaturita l’idea di una manifestazione pubblica
per il prossimo 12 maggio, che dia ragione della speranza
che è in noi su questo nevralgico bene della vita sociale,
quale è la famiglia nata dal matrimonio tra un uomo e una
donna e aperta alla generazione e dunque al domani.
Si tratterà, dunque, di una "festa della famiglia" come è
successo anche in altri Paesi.
Come Vescovi non possiamo che apprezzare e incoraggiare
questo dinamismo volto al bene comune.

Nello stesso tempo, è stata prospettata – com’è pure noto –
l’utilità che i Vescovi dicano in questo frangente una
parola meditata e impegnativa.
Nell’attuale sessione del Consiglio Permanente metteremo a
punto una "Nota pastorale" che, ponendosi sulla stessa linea
di ciò è stato fatto in passato in altre cruciali evenienze,
possa essere di serena, autorevole illuminazione sulle
circostanze odierne.
Torna illuminante la parola di Benedetto XVI al già citato,
recente Congresso: "Appare sempre più indispensabile che l’Europa
si guardi da quell’atteggiamento pragmatico, oggi largamente
diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui
valori umani essenziali, come se fosse l’inevitabile
accettazione di un presunto male minore" (Roma, 24 marzo
2007).

[…]
Insieme a Voi, affido a Maria Santissima, Madre della
Chiesa, il nostro servizio, le comunità cristiane e il
nostro amato Paese.

+ Angelo Bagnasco
Presidente

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