Santoro vergogna x la rai

Mastella: "Un agguato. È difficile convivere con questi comunisti"

Protestiamo "Con Striscia e Mediaset ho chiuso".
L’ex collaboratore di "Servire il popolo" (periodico maoista) e
dell’Unità (quotidiano comunista), oggi eurodeputato per l’Ulivo, si
è segnalato per l’ennesimo gesto di violenza mediatica: stavolta ai
danni di un suo collega di partito. La colpa? Essere favorevole alla
famiglia.
FattiSentire.net ritiene tuttavia inutile scrivere lettere di
protesta a "RAI-Kabul". Propone, invece, di protestare nei confronti
dell’atteggiamento fazioso della ben più seguita "Striscia la
notizia", curata dal fazioso progressista Antonio Ricci e condotta
dallo sporcaccione Ezio Greggio. Infatti, sull’agguato di Santoro a
Mastella, Striscia non ha trovato di meglio che canzonare il
Ministro, giungendo addirittura a costruire un video dove appariva
con una parrucca color celeste.
Per protestare con il direttore Carlo Rossella di Canale 5 scrivere
da:
http://www.mediaset.it/brand/canale5/programma/schedaprogramma_715.sht
ml?form_16

Roma – «Quello di Santoro è stato un agguato mediatico. Se questa è
la Rai, allora possiamo farne tranquillamente a meno. La cultura
cattolica ormai viene presa sistematicamente a calci negli stinchi.
Ma io dico attenzione perché nel mio partito l’insofferenza verso le
posizioni e gli atteggiamenti della sinistra radicale inizia a
salire». A 24 ore di distanza Clemente Mastella non ha ancora
sbollito la rabbia per lo scontro avuto in diretta ad «Annozero». Un
malumore certo non stemperato dalle dichiarazioni di alcuni suoi
compagni di coalizione.

Ministro Mastella, partiamo dall’inizio. Qual è stata la scintilla
che l’ha convinta ad abbandonare la trasmissione?

«Guardi, io sono rimasto già schifato dal reportage di presentazione.
Ero dubbioso anche sul fatto di partecipare o meno alla trasmissione.
Poi loro hanno insistito, dicendomi che era la ripresa del programma.
Mi ha anche influenzato il fatto che siamo campani entrambi. Ho
pensato che dialogare è sempre una buona cosa e sono andato».

E poi cosa è successo?

«Hanno mandato in onda una sorta di film hard con tre uomini che si
baciavano in prima serata. Hanno riletto la storia in chiave anti-
cattolica, hanno tirato calci negli stinchi alla mia cultura
sostenendo che la famiglia non è un tratto costituzionale. Su questo
punto voglio ricordare a Vauro e Santoro che sono stati i comunisti
con Togliatti, insieme ai laico-crociani e ai cattolici, a definire
la famiglia. Poi quando Vauro ha fatto la vignetta su froci e
comunisti ho ritenuto che fosse troppo, anche alla luce di quello che
avevano fatto ad Andreotti poco prima».

Cosa avevano fatto ad Andreotti?

«Una cartolina di Travaglio che era tutto un precipitare accuse
contro di lui, un volume di fuoco sempre crescente, condito da
cattiverie contro la Chiesa italiana e universale. Una cosa
profondamente scorretta. Hanno anche detto, ipocritamente, che
avevano mandato una e-mail al senatore in modo che potesse replicare.
Sa quando l’hanno inviata quella mail? Alle 21.30 al suo ufficio al
Senato. Ovvero quando il Senato è chiuso».

Le sono arrivati molti attestati di solidarietà da parte del
centrodestra, ma anche dalla Margherita e dal suo partito. Diliberto,
invece, punta il dito contro di lei.

«Questo pone un problema forte di relazioni politiche. Non so dove
andremo a finire. A Diliberto voglio dire che se il suo partito è al
governo è perché io mi sono alleato con lui. E a Santoro che se lui è
lì è anche per merito mio. Da parte di tutto il centrosinistra c’è un
tratto un reverenzialità verso Santoro».

Casini sostiene che la vicenda «Annozero» dovrebbe suscitare in
lei «seri dubbi sulla compatibilità del centro con una cultura che è
l’antitesi di ciò che il centro pensa».

«In parte è vero. È difficile convivere con la sinistra comunista. È
una questione che, inutile nasconderlo, inizia a salire nel mio
partito».

Ritiene che la figura del conduttore di una trasmissione del servizio
pubblico dovrebbe essere ridisegnata e accompagnata da regole più
stringenti?

«Certo. Solleveremo il problema in Vigilanza. La Rai non è Tele-
Santoro e non si deve concepire il mezzo televisivo come creato per
fini propri. La Rai è una cosa seria e non un luogo dove esercitarsi
a lanciare incandescenze. Mi auguro anche che si muovano il Cda e la
direzione generale».

Lei ha polemizzato con Santoro in merito alle cifre guadagnate dal
conduttore. Santoro ribatte chiedendo all’azienda di tutelarlo dalle
sue falsità.

«Dice Santoro che non è vero che viene pagato un milione? Be’, a
questo punto lui o la Rai mi dicano quanto guadagna. Non credo
guadagni così poco visto che ha lasciato l’incarico di parlamentare
europeo dove notoriamente non si guadagna male. Comunque questo non è
un punto centrale. La questione vera è capire la qualità di cosa è la
Rai che non è proprietà di un singolo. Il conduttore ha il dovere di
avere le proprie idee ma questo non vuol dire che non deve farle
esprimere agli altri. Ballarò, per dire, è una trasmissione
apertamente di sinistra ma non c’è mai un atteggiamento espressamente
pregiudiziale, non c’è la faziosità culturale e politica che c’è ad
Annozero».

Se dovesse essere invitato di nuovo lei tornerà da Santoro?

«No, la partita è chiusa».

di Fabrizio De Feo
(C) Il Giornale – sabato 10 marzo 2007

__._,_.___

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